Suetonius rerum scriptor de Octaviani Augusti vestium usu fere his verbis loquitur: vestem non temere aliam quam domesticam adhibere solebat, ab sorore et uxore et filia neptibusque confectam; togas neque restrictas neque fusas, clavum nec latum nec angustum, calciamenta altiuscula adhibebat, ut procerior appareret. Et forensia autem et calceos numquam non intra cubiculum habuit ad subitas repentinasque res parata. Forma fuit eximia et per omnes aetatis gradus venustissima, quamquam et omnis lenocinii neglegens et in capitis commendatione tam incuriosus ut raptim compluribus tonsoribus operam daret, ac modo tonderet modo raderet barbam, eoque ipso tempore aut legeret aliquid aut etiam scriberet. Hieme adventante quaternis cum pingui toga tunicis et subucủla et thorace laneo et feminalibus et tibialibus muniebatur.

Lo storico Svetonio parla quasi con tali parole del modo di vestire di Ottaviano augusto: soleva utilizzare non avventatamente una veste diversa da quella domestica, confezionata dalla sorella dalla moglie dalla figlia e dalle nipoti; utilizzava toghe né strette né larghe, la striscia di porpora né stretta né larga, scarpe un po' più alte, per apparire più alto. Ed in verità ebbe sempre all'interno della camera da letto scarpe e vestiti forensi preparati per le questioni urgenti ed improvvise. Fu d'aspetto notevole e molto grazioso in ogni fase dell'età, anche se era negligente in merito ad ogni orpello e tanto incurante de nella cura della capigliatura da impegnare velocemente molti tosatori, e ora si tosava e ora si radeva, e nello stesso momento o leggeva o anche scriveva qualcosa. Con il sopraggiungere dell'inverno si proteggeva con quattro tuniche per volta con una toga spessa e una camicia e una maglia di lana e con delle fasce per le cosce e le gambe.
(By Maria D. )

Versione tratta da Svetonio