In Atheniensi Alcibiade natura videtur experta esse quid efficere possit. Constat enim inter omnes qui de eo memoria prodiderunt neminem illo fuisse excellentiorem vel in vitiis vel in virtutibus. Natus in amplissima civitate summo genere, educatus est in domo Periclis. Bello Peloponnesio huius consilio atque auctoritate Athenienses bellum Syracusanis indixerunt; ad quod gerendum ipse dux deletus est, duo praeterea collegae dati, Nicia et Lamachus. Id cum appararetur, priusquam classis exiret, accidit ut una nocte omnes Hermae, qui in oppido erant Athenis, deicerentur. Hoc cum appareret non sine magna multorum consensione esse factum, magnus multitudini timor est iniectus, ne qua repentina vis in civitate exsisteret, quae libertatem opprimeret populi. Sacrilegii suspicio maxime convenire, in Alcibiadem videbatur, quod et potentior et maior quam privatus existimabatur. Aspergebat etiam infamia, quod in domo sua facere mysteria dicebatur; quod nefas erat more Atheniensium, idque non ad religionem, sed ad coniurationem pertinere existimabatur. (da Cornelio Nepote)
Sembra che nell'Ateniese Alcibiade la natura abbia sperimentato cosa sia possibile fare. Risulta infatti evidente tra tutti coloro che tramandarono con il ricordo di lui che nessuno fu più eccellente di lui sia in difetti che in virtù. Nato in una grandissima città da famiglia agiata, fu educato in casa di Pericle. Durante la guerra del Peloponneso grazie al suo piano e alla sua autorità gli Ateniesi dichiararono guerra ai Siracusani; per realizzarla fu designato egli stesso come condottiero, gli furono dati in aggiunta due colleghi, Nicia e Lamaco. Dopo che questa fu preparata, prima che la flotta uscisse, avvenne che in una sola notte tutti i busti, che c'erano nella città di Atene, furono fatti cadere. Essendo chiaro che ciò era stato fatto non senza la grande maggioranza di molti, fu gettato un grande timore sulla moltitudine, che in qualche modo sorgesse nella città una forza repentina, per opprimere la libertà del popolo (che opprimesse la libertà del popolo). Sembrava che soprattutto in Alcibiade calzasse a pennello (si confacesse) il sospetto di sacrilegio, per il fatto che era considerato più potente e più importante di un privato. si era macchiato anche d'infamia, per il fatto che si diceva che a casa sua praticasse riti religiosi segreti; secondo il costume Ateniese non era consentito ciò, e si riteneva che ciò non appartenesse alla religione (non avesse scopi religiosi), ma appartenesse alla congiura. (By Maria D.)