Metellus, ubi videt Numidas minus instare, paulatim milites in unum conducit, ordines restituit et cohortes legionarias quattuor adversum pedites hostium collocat. Eorum magna pars superioribus locis fessa consederat. Simul orare et hortari milites, ne deficerent neu paterentur hostes fugientes vincere: neque illis castra esse neque munimentum ullum, quo cedentes tenderent; in armis omnia sita. Sed ne Iugurtha quidem interea quietus erat: circumire, hortari; renovare proelium et ipse cum delectis temptare omnia; subvenire suis, hostibus dubiis instare, quos firmos cognoverat, eminus pugnando retinere. Eo modo inter se duo imperatores, summi viri, certabant, ipsi pares, ceterum opibus disparibus. Nam Metello virtus militum erat, locus adversus; Iugurthae alia omnia praeter milites opportuna.

Metello, appena che vide che i Numidi incalzavano meno, condusse a poco a poco i soldati a uno a uno, reintegrò le file collocò le quattro coorti legionarie contro i fanti dei nemici. La maggior parte di questi spossata si era stanziata sui luoghi più elevati. Pregavano e contemporaneamente esortavano i soldati, a non venir meno e a non permettere che i nemici vincano fuggendo: loro non avevano l'accampamento e né alcun baluardo, dove indirizzare quelli che cedevano; ogni cosa era posta in armi. Ma neppure Giugurta frattanto era tranquillo: girava intorno, esortava; rinnovava la battaglia e egli stesso tentava ogni cosa con i prescelti; sopraggiungeva ai suoi, incalzava sui nemici mediante i (loro) punti deboli, gli stabili che aveva conosciuto, li tratteneva combattendo da lontano. In tal modo i due comandanti, sommi uomini combattevano tra loro, questi stessi uguali, del resto di forze disuguali. Infatti Metello aveva il valore dei soldati, come posizione da porre contro; Giugurta aveva tutte le altre cose opportune eccetto i soldati.
(By Maria D. )