Romani milites, qui mecum multis proeliis interfuistis semperque victores fuistis, adest hora, quam vos omnes desideravistis. Scitis enim hostes non multum a nostris castris abesse. Strenue igitur pugnate contra hos barbaros, qui, si potuissent, dolo nos necavissent. Nemo vestrum ignorat quam impii fuerint, ipseque dii, quorum illi sacra violaverunt, nobiscum erunt. Strenui estote: ego ipse proelio interero. In vobis insit memoria praeteritarum victoriarum. Hostibus non proderit auxilium finitimorum; contra Romanorum arma omnia inutilia erunt. Nemo nostrum suo officio desit: si omnes strenui fuerimus, perpauci cladi supererunt. Hi testes erunt Romanae constantiae vestraeque virtutis.

Soldati romani, che avete preso parte con me a molte battaglie e sempre siete stati vincitori, è giunta l'ora, che voi tutti desideravate. Sappiate infatti che i nemici non sono poi molto distanti dal nostro accampamento. Dunque combattete strenuamente contro questi barbari che, se potessero, vi ucciderebbero con il tradimento. Nessuno di voi ignori che sono stati crudeli, e lui stesso e gli dei, dei quali quelli violarono le cose sacre, saranno con noi. Siate forti: io stesso parteciperò al combattimento. Sia in voi la memoria delle passate vittorie. Non sia di giovamento ai nemici l'aiuto dei popoli confinanti; contro le armi dei Romani ogni cosa è nulla. Questi saranno i testimoni della costanza romana e delle vostra virtù.