Cicero puer, magnitudine indolis inter aequales excellens, tantum ingenii famam consecutus est, ut plerique graves viri ad ludum proficiscerentur ut eum, de quo tam multa audiverant, intuerentur. Pueri autem ipsi tanti condiscipulum faciebant ut illum per vias honoris causa comitarentur. Prima eius laus de poetica aluxit: nam puer adhuc libellos quosdam versibus edidit, et a prima aetate eius studium ad carmina poetasque ardentius fuit. Crescentibus mox annis solutam oratinem, naturae suae magis consentaneam, admavit praeceptaque orationis avidissime prosecutus est. Puerilibus studiis peractis, philosophiae et iuri civili operam dedit. Et in philosophia Philone, insigni Clitarchi discipulo, qui tunc Romae commorabatur, praeceptore usus est; in iure autem civili a Mucio Scevola iurisconsulto, viro praestantissimo, institutus est.

Da ragazzo Cicerone, che eccelleva tra i coetanei per la nobiltà di carattere, conseguì una tale fama per intelligenza che molti uomini autorevoli, che avevano udito sul suo conto cose così numerose, si recavano a scuola per osservarlo. Invece gli stessi ragazzi a tal punto lo consideravano condiscepolo da accompagnarlo a titolo di onore per le strade. La sua prima gloria brillò per la poesia: infatti fino ad allora il ragazzo pubblicò alcuni libretti di versi e fin dalla fanciullezza il suo interesse fu alquanto appassionato nei confronti dei versi e dei poeti. Ben presto, man mano che cresceva amò la prosa, più consona al suo carattere e seguì gli insegnamenti dell’oratoria molto avidamente. Terminati gli studi giovanili, si dedicò alla filosofia ed al diritto civile. Nella filosofia si servì di Filone, insigne discepolo di Clitarco; mentre nel diritto civile fu formato dal giurista Muzio Scevola, uomo eccellente