Divus Iulius, certissima verae virtutis effigies, quia innumerabili multitudine et feroci impetu Nerviorum acies sua inclinabatur, timide pugnanti militi scutum detraxit eoque tectus acerrime pugnare coepit. Quo facto fortitudinem per totum exercitum diffudit labentemque belli fortunam divino ardore restituit. Idem alio proelio legionis Martiae aquiliferum in fugam iam conversum, faucibus comprehensum in contrariam partem detraxit dexteramque ad hostem tendens: «Quorsum tu, inquit, cedis? Illic sunt homines cum quibus dimicamus». Et manibus quidem unum militem, adhortatione vero tam acri, omnium legionum trepidationem correxit et Nervios fudit.
Il divo Giulio, l'immagine più accreditata della vera virtù, dato che la sua schiera si era inclinata sull'innumerevole moltitudine e il feroce attacco dei Nervi, sottrasse timidamente lo scudo ad un soldato che combatteva e protetto da esso iniziò a combattere molto energicamente. Con tale gesto diffuse coraggio per tutto l'esercito e ristabilì con ardore divino la sorte vacillante della guerra. egli stesso nell'altra battaglia trascinò nella parte opposta l'aquilifero della legione Marzia che ormai si era diretto verso la fuga, dopo che fu preso per la gola e tendendo la destra verso il nemico disse: "tu, dove te ne vai? Lì vi sono gli uomini con cui combattiamo". ed in effetti, grazie all'esortazione veramente tanto energica, raddrizzò con le mani un soldato, la trepidazione di tutte le legioni e sbaragliò i Nervi. (by Maria D.)