Ut in antiquissimis fabulus legere possumus, plurima sunt beneficia deorum erga homines. Talia sunt exempla Cereris et Promethei, qui beneficentissimi atque benevolentissimi erga humanum genus fuerunt. Nam prisci homines vitam similiorem bestiis quam hominibus agebant, quia agriculturae ignari erant et in silvis, ferarum more, semper errabant cibum ex arboribus atque arbustis quaerentes. Tum Ceres, frugum dea, misericordia mota («mossa»), miseriimis mortalibus agriculturam docet atque frumenti usum osendit. Nec minor fuit Promethei benevolentia. Nam, quoniam hominibus ignis usus ignotus erat, cibaria insuaviora comedebant neque ullum refugium contra acria hiemis frigora aut tempestatum violentiam habebant. Quare («Per questo») Prometheus, qui («che», «il quale», nom. ) genus vitae hominu minus asperum magisque idoneum humanae infirmitati reddere volebat, ad Olympum ascendit, fraude deis ignem subducit atque hominibus donat. Quare Iuppiter acerbissimo supplicio Prometheum punit.

FAI ATTENZIONE:  esiste una versione con lo stesso titolo ma che ha tempi verbali diversi sul finale anche se sembra uguale e

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con analisi grammaticale

Come possiamo leggere nelle favole molto antiche, sono moltissimi i benefici degli dei nei confronti degli uomini. Tali sono gli esempi di Cerere e Prometeo che furono assai benefici e assai benevoli verso il genere umano. Infatti i primi uomini. conducevano una vita più simile alle bestie che agli uomini, poiché erano ignari dell'agricoltura e secondo l'usanza delle bestie selvatiche, vagavano nei boschi alla ricerca di cibo dalle piante e dagli arbusti. Allora Cerere, dea delle messi, mossa da misericordia, insegnò agli sventuratissimi mortali l'agricoltura e e gli mostrò l'uso del grano. La benevolenza di Prometeo non fu da meno (minore). Infatti, poiché l'uso del fuoco era sconosciuto agli uomini, mangiavano cibi assai sgradevoli e non avevano alcun rifugio contro i freddi pungenti dell'inverno o contro la violenza delle tempeste. Per questo, Prometeo che voleva rendere il tenore di vita degli uomini meno aspro e più idoneo alla debolezza umana, salì sull'Olimpo e con un inganno ruba il fuoco e lo dona al genere umano. Per questo motivo Giove punì Prometeo con un supplizio molto severo.