Eo anno, cum et foris quieta omnia a bello essent et domi sanata discordia, aliud multo gravius malum civitatem invasit, caritas primum annonae ex incultis per secessionem plebis agris, fames deinde, qualis clausis solet. Ventumque ad interitum servitiorum utique et plebis esset, ni consules providissent dimissis passim ad frumentum coemendum non in Etruriam modo dextris ab Ostia litoribus laevoque per Volscos mari usque ad Cumas, sed quaesitum in sicilia quoque;
In quell'anno essendo fuori di casa tutto tranquillo senza pericoli di guerra e in patria la discordia sedata, un altro male molto più grave invase la città, in primo luogo la carestia di frumento dai campi coltivati a causa della rivolta della plebe, quindi la fame che è solita agli assediati. E il vento sarebbe stato la rovina di schiavi e soprattutto della plebe se i consoli non avessero provveduto, inviando persone da tutte le parti a fare incetta di grano, non solo in Etruria da Ostia nelle spiagge favorevoli e nel mare propizio fino a Cuma attraverso i Volsci, ma anche in Sicilia.