Cum Veientani rebellavissent, Furium Camillum, contra eos missum, tradunt eos vicisse in acie, postea Veios, eorum urbem, quae esset ditissima Italiae et pulcherrima, obsidione cepisse et denique etiam Faliscos armis cepisse. Sed postea Romae fama vulgata est eum praedam belli male divisisse, ut patriciis faveret, et ob hanc causam a patria expulsum esse. Interea Galli Senones ad Urbem venerunt et, cum Romanos victos apud undecimum miliarium insecuti essent, etiam urbem occupaverunt. Neque quicquam defendi potuisse fama est praeter Capitolium et, cum etiam hoc iamdiu a Gallis obsideretur et cives iam fame laborarent, narrant Camillum, in vicina urbe exsulantem, improviso Gallis supervenisse et cum comitibus suis barbaros ex arce depulisse.
Tramandano che, Gli abitanti di Veio essendosi ribellati, Furio Camillo, inviato contro di loro li vinse in battaglia, poi che cinsero d'assedio Veio, la loro città, che era la più ricca e la più bella dell'Italia e che alla fine conquistarono anche i Falisci con le armi. Ma poi a Roma fu divulgata la notizia che lui divise male il bottino di guerra, per favorire i patrizi, e che per tale motivazione fu cacciato dalla patria. Frattanto i Galli Senoni giunsero in città e, inseguendo i Romani sconfitti presso l'undicesimo miglio, occuparono anche la città. Si tramanda che non si potè difendere alcuna cosa eccetto il Campidoglio e, essendo assediato questo già da tempo dai Galli e essendo spossati ormai i cittadini dalla fame, raccontano che Camillo, esulando in una città vicina, improvvisamente sopraggiunse ai Galli e scacciò i barbari dalla rocca.
(By Maria D. )