In veteribus fabulis scriptum legimus Alcyonem, Sisyphi sororem, nupsisse Ceyci, qui fuit inter Herculis amicos. Cum sua felicitate et suis rebus prosperis stulti coniuges nimis superbirent, dicere solebant se Iove et Iunone coniugibus feliciores esse et suam condicionem beatiorem esse quam deorum. Mox tamen eorum temeritas a diis punita est. Nam nocte quadam, cum Ceyx in mari navigaret, uxor somniavit coniugem suum fluctibus submersum esse. Cum, ex somno excitata, magno timore oppressa esset, ad mare celerrime cucurrit ibique Ceycis corpus in litore iacens conspexit. Tum ad ultimam desperationem compulsa est misera femina et ululatibus aèrem complevit, clamans se stultitia sua causam mortis coniugis fuisse. Tantus dolor et tam multae lacrimae animos deorum ad misericordiam moverunt, qui satis poenarum habuisse duos coniuges putaverunt. Tunc iusserunt eos in alcyiones commutari.
Nelle favole antiche leggiamo che c'è scritto che Alcione, sorella di Sisifo, andò sposa a Ceci, che fu tra gli amici di Ercole. Gli stolti coniugi inorgogliendosi eccessivamente della loro felicità e delle loro cose prospere, solevano dire di essere più felici dei coniugi Giove e Giunone e che la loro condizione era più beata degli dèi. Poi tuttavia la loro sconsideratezza fu punita dagli dèi. Infatti una notte, ceci navigando in mare, la moglie sognò che il suo coniuge veniva sommerso dai flutti. Destatasi dal sonno, essendo oppressa da grande timore, accorse molto velocemente al mare e lì vide il corpo di Ceci che giaceva sulla spiaggia. Allora la misera donna fu spinta all'estrema disperazione e riempì l'aria di grida, urlando che ella con la sua stoltezza era stata la causa della morte del coniuge. Il tanto dolore e le tante lacrime mossero a misericordia gli animi degli dèi, che reputarono che i due coniugi avevano avuto abbastanza pene. Allora ordinarono che fossero mutati in alcioni.
(By Maria D. )