Una donna coraggiosa
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro L'abbraccio di Dafne
inizio: Θρακες τινες ωκκοψαντες οικιαν
fine: απιεναι μετα των τεκνων.
Traduzione n. 1
Fra le molte gravi sofferenze che colpivano la città, alcuni Traci, scassinata la casa di Timoclea, donna illustre e saggia, facevano bottino delle ricchezze, mentre il comandante, dopo aver fatto violenza alla donna e averla oltraggiata, le chiedeva se avesse da qualche parte oro o argento nascosto. Ella disse di sì e, condottolo da solo in giardino e mostratogli il pozzo, disse che lì aveva gettato le cose più preziose, quando la città era stata presa. Mentre il Trace si sporgeva e osservava il luogo, postaglisi alle spalle, lo spinse, e, avendogli gettato addosso molte pietre, lo uccise. Quando fu condotta dai Traci alla presenza di Alessandro legata, innanzitutto apparve, all'aspetto e all'incedere, piena di dignità e di coraggio, mentre senza turbamento e senza paura seguiva coloro che la conducevano; poi, quando il re le chiese chi fosse, rispose che era la sorella di quel Teagene, che aveva combattuto contro Filippo in difesa della libertà della Grecia e che era caduto a Cheronea guidando le truppe. Alessandro dunque, preso da ammirazione per la sua risposta e il suo gesto, ordinò di lasciarla andare libera insieme ai suoi figli.
TRADUZIONE n. 2
Alcuni Traci, scassinata la casa di Timoclea, donna illustre e saggia, si appropriavano delle ricchezze, mentre il comandante le chiedeva se avesse nascosto da qualche parte oro o argento. Ella disse di sì e, condottolo da solo in giardino e mostratogli il pozzo, disse che lì aveva gettato le cose più preziose, quando la città era stata presa. Mentre quello si sporgeva e osservava il luogo, postaglisi alle spalle, lo spinse, e, avendogli gettato addosso molte pietre, louccise. Condotta dai Traci alla presenza di Alessandro legata, quando il re le chiese chi fosse, rispose che era la sorella di Teagene, che aveva combattuto contro Filippo in difesa della libertà della Grecia e che era caduto a Cheronea guidando le truppe. Alessandro dunque, stupito per la sua risposta e il suo gesto, ordinò di lasciarla andare libera insieme ai suoi figli.