Un giovane con le mani bucate
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE

Γελων, του Μενιππου υιος, καλος μεν το σωμα νεανιας ην, αισχρως δε τον πατρικον πλουτον υπερμετροις δαπαναις ανηλισκεν. Ο Ευκτημων ουν, του πατρος φιλος, ως ησθανετο τον Γελωνα ηδη πιεζομενον υπο της λυπηρος πενιας, οικτου κατεχομενος τον νεανιαν γαμετην τη θυγατρι υπεδεχετο, συν πλουσιοις γαμικοις δωροις. Αλλ' ο Γελων, οτε παλιν απροσδοκητα χρηματα ειχεν, ομοιως ετρεπετο εις υπερμετρας δαπανας, ακοσμως τη γαστρι χαριζομενος. Ουτως ο Γελων μεν αυθις υπο της πενιας επιεζετο, δια την αφροσυνην και την ακοσμιαν. Ο Ευκτημων δε παλιν εδακρυεν, ουκετι τον Γελωνα αλλα τα της θυγατρος δωρα και γαμον και τελος εμανθανεν οτι ουκ εστιν ανθρωπον, της ιδιας ουσιας ου φειδομενον, πιστον οικονομον αλλοτριων χρηματων ειναι.

TRADUZIONE

Gelone, figlio di Melippo, era un giovane bello d'aspetto ma ripetutamente spendeva il suo patrimonio in spese smodate. Allora Euctemone amico del padre appena si accorse che gelonegia oppresso dalla dolorosa indigenza, pieno di pieta accolse il giovane come sposo per sua figlia, con ricchi doni nuziali. Ma gelone, dato che di nuovo ebbe ricchezze inattese, ugualmente volse spese smodate, regolarmente soddisfacendo il ventre. Così gelone fu oppresso ancora una voltadai debiti, per la sua stoltezza e per la sua sregolatezza. Euctemone pianse di nuovo non piu per gelone, ma per i doni e per le nozze di sua figlia. e per il matrimonio e infine imparò che non è possibile che quando un uomo non risparmia la sua ricchezza sia degno di amministrare le ricchezze altrui

VERSIONE DI UN ALTRO UTENTE

Gelone, figlio di Menippo, era un bel giovane, di bell'aspetto. Spendeva vergognosamente la ricchezza del padre con spese eccessive. Euctemone, amico del padre, quando si accorse che Gelone era già tormentato dalla dolorosa miseria, tenuto a freno dalla pietà accolse come marito per la figlia il giovane con un ricco dono nunziale. Ma Gelone quando di nuovo ebbe inaspettate ricchezze ugualmente si rivolgeva alle eccessive spese appagando esageratamente. Così Gelone di nuovo fu tormentato dalla povertà per la stoltezza e per la sregolatezza. Euctemone piangeva di nuovo, non più per Gelone ma per i doni della figlia e per il matrimonio e infine imparò che non è possibile che quando un uomo non risparmia la sua ricchezza sia degno di amministrare le ricchezze altrui.

ancora altra da gymnasion

Gelone, figlio di Menippo, da una parte era un giovane dal bel corpo, dall'altra sperperava vargognosamente il denaro del padre in spese smodate. Allora Euctemone, un amico del padre, quando vide che Gelone era già in miseria a causa dell'affliggente povertà, essendo mosso dalla pietà, accolse il giovane come sposo per la figlia, con molti doni di matrimonio. Ma Gelone, quando ebbe ricchezze improvvise, le usò allo stesso modo in spese esagerate, soddisfacendo in modo indecente il ventre. In questo modo Gelone era tormentato nuovamente dalla povertà, a causa della (sua) stoltezza e sregolatezza. Euctemone pianse a sua volta, non a causa di Gelone ma per la dote e il matrimonio della figlia; e alla fine constatò che non è possibile che un uomo che non tratti con riguardo i propri beni sia un amministratore affidabile della ricchezza altrui.