Ο Αννιβας, επι τον ποταμον Ηριδανον τον νυν Παδον λεγομενον ελθων, ενθα οι Ρωμαιοι τοις Κελτοις τοις Βοιος... εις Πλακεντιαν εβησαν. (da Appiano)
Annibale essendo giunto all'Eridano, che ora è detto Po, posero il l'accampamento dove i Romani combattevano con quelli chiamati Celti e Boi. Il console dei Romani Publio Cornelio Scipione che combatteva con i Cartaginesi in Spagna venne a sapere (πυνθάνομαι) dell'irruzione (εἰσβολή) di Annibale in Italia, dopo aver lasciato alle azioni in Spagna il fratello Gneo Cornelio Scipione, navigò (διαπλέω) per l'Etruria da dove marciando e radunando quanto poteva alleati precedette (φθάνω) Annibale vicino al Po. Inviò a Roma Manlio e Attilio, i quali combattevano con i Boi perché essi non dovevano, essendo presente il console (ὑπάτου παρόντος = genitivo assoluto), combattere ancora. Prendendo egli stesso l'esercito si schierò contro Annibale. Ed essendo sorta una scaramuccia e una battaglia a cavallo, essendo i Romani accerchiati (κυκλόω) dai Libici, fuggivano verso l'accampamento, e arrivata la notte (genitivo assoluto) andarono (βαίνω) a Piacenza.
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