Εγω της Δημητρος ενεκα ες Φιγαλεαν αφικνουμαι. και ουδεν θυω τη θεω, ως και οι επιχωριοι νομιζους τα δε απο των δενδρων την ημερων τα τε αλλα και αμπελου καρπον ... οι πολλοι επιστανται ει εγιγνετο εν αρχη. (da Pausania)

Io a causa di Demetra giungo a Figalea. E non sacrifico alla dea, come anche gli indigeni usano le cose dagli alberi coltivati e altre cose e il frutto della vite e delle api il miele e cose di lana non ancora giunte alla lavorazione, ma inoltre depongo cose piene di grasso di lana sull’altare quello davanti alla caverna, deponendo verso olio su di loro è una Sacerdotessa quella che compie queste cose, insieme a lei anche il più giovane di quelli chiamati sacrificatori: essi sono tre dei cittadini. Si trova tra le querce anche il boschetto sacro attorno alla caverna e l’acqua fredda sale dalla terra. La statua quella prodotta da Onata né c’è secondo me né molti degli abitanti di Figalea sanno se c’era in origine. furiosus