PACE E CONCORDIA TRA I GRECI, GUERRA ALLA PERSIA
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Katà Logon - pag. 375 n. 467
TRADUZIONE

Bisogna che noi avendo allontanato (™kpodën poie‹sqai = allontanare) queste insidie, ci occupiamo di quelle imprese, grazie alle quali abiteremo le città in modo più sicuro e avremo uno stato d’animo più fedele verso noi stessi. Riguardo a queste questioni il discorso è chiaro e semplice: (oŒÒn ›stai) non sarà possibile condurre una pace sicura se non faremo comunemente guerra ai barbari; né i Greci saranno concordi prima che ci saremo procurati da questi i vantaggi e avremo volto i pericoli contro di loro. Essendo divenuta questa la situazione e eliminata dalla nostra vita la povertà, la quale scioglie le amicizie e volge le parentele in odio e tutti gli uomini alla guerra e determina le rivoluzioni, non c’è motivo per cui non andare d’accordo e avere nei confronti di noi stessi una vera benevolenza. Per questo soprattutto bisogna fare questo e cioè che quanto prima possibile trasferiamo nel Continente (in Asia) questa guerra qui, così che dalle guerre contro noi stessi, solo di questo bene potremmo godere, qualora ci sembrasse opportuno avvalerci delle esperienze acquisite da queste contro il barbaro.