Ανδων επι υψηλης ελατης καθημενη ηδε. Ιεραξ δε αυθν εωρα και, ως ηπορει τροφης συνελαμβανε. Η δ' αηδων μελλουσα αναιρεισθαι ... οι δί ελπιδα τα οντα προιενται.
Un usignolo cantava appollaiato su di un alto abete. Uno sparviero lo sentì (lo vide dal suono del canto) e, dopo averlo visto, lo catturò come cibo. L'usignolo, che era destinato ad essere ucciso, gli chiedeva (δέομαι) di risparmiarlo e diceva: "Io sono degno di compassione (τάλᾱς - αινα – αν): cantavo tranquillo e non sospettavo che tu mi prendessi; sono infatti piccolo e non basto (bastevole) a riempire il tuo stomaco: se manchi di cibo, rivolgi l'attenzione (τρέπω) verso uccelli più grandi (ai più grandi degli uccelli). Ti supplico, lasciami andare (ἀφίημι)". Lo sparviero ribatteva: "Ma io sono un insensato se lascio andare la pappa pronta ed inseguo quella che non è ancora manifesta". Parimenti sono sconsiderati coloro che per una speranza si lasciano sfuggire (προΐημι) le cose presenti.
(By Geppetto)