LO SCOPPIO DELLA PESTE AD ATENE versione di greco TRADUZIONE dal libro Ellenion - pag. 264 n. 303
Inizio: Καὶ ὂντων αυτῶν οὐ πολλας πω ἡμερας ἐν τῇ Αττικῇ, ἡ νοσος προτων ἤρξαντο γενεσθαι fine : Υστερον δε και ες τὴν ανω πολιν αφικετο, και εθνεσκον πολλω μαλλον ηδη.
Non erano passati ancora molti giorni da quando costoro erano giunti in Attica che la pestilenza cominciò a sorgere in Atene; si dice, si, che essa anche prima fosse scoppiata in molte località, a Lemmo e in altri paesi, tuttavia un tale contagio e una tale strage non erano avvenuti in nessun luogo a memoria d’uomo. Che non bastavano a fronteggiarla neppure i medici i quali, non conoscendo la natura del male, lo trattavano per la prima volta; anzi loro stessi morivano piu degli altri, in quanto più degli altri si accostavano al malato, e nessun’altra arte umana bastava contro la pestilenza. Tutte le suppliche fatte nei luoghi sacri e ogni rivolgersi ai vaticini e a cose del genere risultò inutile, e alla fine gli uomini abbandonarono questi espedienti, sopraffatti dal male. Dapprima, a quanto si dice la pestilenza cominciò in Etiopia, sopra l’Egitto, poi sorse anche in Egitto e in Lidia e nella maggior parte della terra del re. Ad Atene piombò improvvisamente, e dapprima contagiò gli uomini al Pireo, si che dagli Ateniesi si disse anche i Peloponnesi avevano gettato dei veleni nelle cisterne. Successivamente la pestilenza raggiunse anche la città alta, e allora gli uomini morivano in maggior numero.