Θαυμαστον δε φαινεται μοι και το πεισθηναι. .ων ελπιζειν εποιει τους συνδιατριβοντας εαυτω μιμουμενους εκεινον τοιουτους γενησεσθαι. (Versione greco da Senofonte)

Mi sembra invece assurdo anche che alcuni siano persuasi che Socrate corrompeva i giovani, egli che, oltre alle cose dette (ἐρέω, dire) in primo luogo, era tra tutti gli uomini il più moderato nei piaceri sessuali e nello stomaco e ancora il più resistente nei confronti dell'inverno e ad ogni fatica (tutte le fatiche), essendo stato poi educato ad essere trattenuto dalla moderazione al tal punto da possedere davvero facilmente piccole cose che gli erano sufficienti. In che modo dunque essendo lui stesso tale oltraggiò (lett pres) in modo sacrilego gli altri o li rese violenti nei piaceri fisici, o deboli nel sopportare le fatiche? Impedì invece molte di queste cose (τούτων) portandoli a desiderare la virtù e dandogli speranza, se si fossero dedicati a loro stessi, di diventare belli e virtuosi. Eppure non si è mai impegnato ad essere loro maestro ma a chi gli era chiaro questo gli faceva sperare che coloro che passavano il tempo con lui imitandolo sarebbero diventati tali (uguali a lui).
(By Vogue)

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