IL SUICIDIO DI AIACE NELL'INTERPRETAZIONE DI SOFOCLE TRADUZIONE dal libro Ellenisti - pag 310
INIZIO: Ο Αιας μαινομενος αποτυγχανει των οπλων του Αχιλλεως FINE: συν τω Τευκρω θαπτειν αυτον
Aiace infuriato non ottiene le armi di Achille, che gli Atridi con inganno e malvagità danno ad Ulisse in qualità di loro amico. A causa della sofferenza, Aiace (lett. “quello”) vuole uccidere con la spada gli Atridi e Ulisse. Avendo Atena fatto cambiare (a lui) decisione e avendo procurato (in lui) la follia, (egli) gettandosi contro le greggi compie ripetute azioni tremende. E dopo queste cose, pentitosi, uccide sé stesso con la spada che aveva avuto in dono da parte di Ettore. Sofocle, nel dramma su Aiace, raccomanda che non bisogna essere addolorati senza misura per qualche contrarietà, (così) come noi per (lett. "da") un dolore immenso non subiamo la stessa sorte (lett. “la stessa cosa”) accaduta ad Aiace. Raccomanda inoltre anche di non nutrire ostilità eterne; fa vedere pertanto Ulisse poco prima (come) nemico di Aiace, mentre subito dopo (come) suo amico e che si fa forza con Teucro per seppellirlo.