Ηρακλειδης Ευθυφρονος ανηρ πλουσιος ην. Αθηνησι δε των Πυθαγορειων διηκουσε· υστερον δ'ηκουσεν Αριστοτελους, ως δοκει ... οιος δοκειν εβουλετο, αλλ' οιος ην". (da Diogene Laerzio)
Eraclide, figlio di Eutifrone, era un uomo ricco. In Atene fu uditore dei Pitagorici. Successivamente udì Aristotele, come sembra. Vestiva vesti morbide e il (suo) corpo era maestoso. Il suo sguardo era insieme mite e severo. Si dice che i suoi scritti sono eccellenti per bellezza stilistica e dignità d'argomento. Sembra anche che Eraclide abbia liberato la patria che era sotto la tirannide uccidendo il monarca come dice Demetrio di Magnesia il quale ci racconta su di lui la cosa seguente (il seguente aneddoto). «Eraclide da giovane allevò un serpente. Quando il filosofo era sul punto di morire ordinò ad uno degli amici di nascondere il suo corpo e di porre nel letto al suo posto il serpente, perché si credesse che egli se ne fosse andato tra gli dèi. Tutto fu eseguito puntualmente. Ma mentre i cittadini accompagnavano Eraclide alla sepoltura e lo lodavano cantando, il serpente udendo le grida balzò fuori dalle vesti e sconvolse la moltitudine. Quando il fatto fu scoperto, videro Eraclide non più nella falsa credenza che egli aveva voluta, ma nell'essenza reale, così come era».