Κροισος γαρ νομιζει ημιονον ουδενα αντ'ανδρος βασιλευσειν Μηδων, ουδ'ουν αυτον ουδε τας εξ αυτου παυσεσθαι ποτε της αρχης. ... Ταυτα δε λεγων ου πειθει τον Κροισον.
Creso infatti pensa(VA) che nessun mulo invece di un uomo avrebbe regnato sui Medi certamente né lui né i suoi discendenti mai avrebbero avuto la fine del potere. Trascurando l'oracolo (genitivo assoluto) faceva (lett. Presente) una spedizione in Cappadocia sperando di abbattere Ciro e la potenza dei persiani. Uno dei Lidi prima ritenuto di essere un saggio (il suo nome era Sandani) consigliava (lett. presente "consiglia") a Creso queste cose: "o re, tu ti stai per fare una spedizione militare contro uomini che mangiano non quante cose vogliono ma di quante cose hanno hanno e che vivono in una regione selvaggia. Questi non consumano vino ma bevono solo acqua, non hanno fichi da mangiare e nessun altra cosa buona. Se li vinci, che cosa gli porti via (non hanno nulla [dativo di possesso: a loro non è nulla])? Considera che se invece sei sconfitto, quante numerose cose buone perdi. Assaggiando i i nostri beni li ameranno e non saranno (più) allontanati. Dicendo queste cose non convince Creso.
Ripassa la regola del dativo di possesso (videolezione)
Altra proposta di traduzione
Creso infatti ritiene che nessun uomo mezzosangue potrà essere re dei Medi, né lui stesso né i suoi discendenti mai possano porre fine al comando (di Ciro). Venendo meno all’oracolo, organizza una spedizione in Cappadocia, sperando di rovesciare Ciro e il potere dei Persiani. Un tale della Lidia che era ritenuto sul posto essere un sapiente (di nome Sandani) mette sull’avviso Creso su queste cose: «O re, ti prepari ad andare in guerra contro tali uomini, questi si nutrono non di cose che sono disposte dalla natura, ma di quelle che trovano, vivendo in una regione selvaggia: essi non consumano vino, ma bevono solo acqua, per cibarsi non hanno fichi né altro di buono. Se dunque vincerai, cosa ricaverai da loro che non hanno nulla? Se mai, guarda le cose buone che tu perdi. Venendo a conoscenza delle nostre cose migliori le brameranno e non saranno più allontanati». Pur dicendo queste cose, non convince Creso.(by Geppetto).