Ὅμοιον εἶναι τῇ ἄκρᾳ, ᾗ διηνεκῶς τὰ κύματα προσρήσσεται˙ ἡ δὲ ἕστηκε καὶ περὶ αὐτὴν κοιμίζεται τὰ φλεγμήναντα τοῦ ὕδατος. “Ἀτυχὴς ἐγώ, ὅτι τοῦτό μοι συνέβη.” οὐμενοῦν ἀλλ εὐτυχὴς ἐγώ, ὅτι τούτου μοι συμβεβηκότος ἄλυπος διατελῶ, οὔτε ὑπὸ παρόντος θραυόμενος οὔτε ἐπιὸν φοβούμενος. συμβῆναι μὲν γὰρ τὸ τοιοῦτο παντὶ ἐδύνατο, ἄλυπος δὲ οὐ πᾶς ἐπὶ τούτῳ ἂν διετέλεσε. διὰ τί οὖν ἐκεῖνο μᾶλλον ἀτύχημα ἢ τοῦτο εὐτύχημα; λέγεις δὲ ὅλως ἀτύχημα ἀνθρώπου, ὃ οὐκ ἔστιν ἀπότευγμα τῆς φύσεως τοῦ ἀνθρώπου; ἀπότευγμα δὲ τῆς φύσεως τοῦ ἀνθρώπου εἶναι δοκεῖ σοι, ὃ μὴ παρὰ τὸ βούλημα τῆς φύσεως αὐτοῦ ἐστι; τί οὖν; τὸ βούλημα μεμάθηκας˙ μήτι οὖν τὸ συμβεβηκὸς τοῦτο κωλύει σε δίκαιον εἶναι, μεγαλόψυχον, σώφρονα, ἔμφρονα, ἀπρόπτωτον, ἀδιάψευστον, αἰδήμονα, ἐλεύθερον, τἆλλα, ὧν συμπαρόντων ἡ φύσις ἡ τοῦ ἀνθρώπου ἀπέχει τὰ ἴδια; μέμνησο λοιπὸν ἐπὶ παντὸς τοῦ εἰς λύπην σε προαγομένου τούτῳ χρῆσθαι τῷ δόγματι˙ ὅτι οὐχὶ τοῦτο ἀτύχημα, ἀλλὰ τὸ φέρειν αὐτὸ γενναίως εὐτύχημα.

Sii simile al promontorio, contro il quale si infrangono incessantemente i flutti: ma esso rimane immobile, e intorno ad esso si placa il ribollire dell'acqua. "Io (sono) sfortunato, perché mi è accaduto questo". Niente affatto, ma piuttosto: "Io (sono) fortunato, perché, anche se mi è accaduto questo, rimango impassibile, senza né farmi spezzare dal presente né temere il futuro". Infatti una cosa del genere sarebbe potuta capitare  a tutti, ma non tutti sarebbero rimasti impassibili di fronte a questo. Allora perché quello (dovrebbe essere) una sfortuna, piuttosto che questo una fortuna? Insomma, chiami sfortuna di un uomo ciò che non è un fallimento della natura umana? E ti sembra che sia un fallimento della natura umana ciò che non è contro il volere di tale natura  E allora? Il volere (lo) conosci: forse che  questa cosa che ti è capitata ti impedisce di essere giusto, magnanimo, saggio, assennato, prudente, sincero, riservato, libero, (di avere tutte) le altre qualità in presenza delle quali  la natura dell'uomo possiede ciò che le è proprio? Ricorda poi, di fronte ad ogni evento che ti induca a (provare) sofferenza, di applicare questo precetto: "non (è) una sfortuna questo, ma (è) una fortuna sopportarlo nobilmente"