Omnium, non modo Italiae sed toto orbe terrarum, pulcherrima Campaniae plaga est. Nihil mollius coelo: denique bis floribus vernat. Nihil uberius solo: ideo Liberi Cererisque certamen dicitur. Nihil hospitalius mari: hic illi nobiles portus, Caieta, Misenus, tepentes fontibus Baiae; Lucrinus et Avernus, quaedam maris otia. Hic amicti vitibus montes, Gaurus, Falernus, Massicus, et pulcherrimus omnium Vesiuvius, aetnaei ignis imitator. Urbes ad mare, Formiae, Cumae, Puteoli, Neapolis, Herculaneum, Pompeii, et ipsa caput urbium, Capua, quondam inter tres maximas numerata. una cum Roma Carthagineque, numerata est. Pro hac urbe, pro his regionibus populus Romanus Samnites invadit, gentem aureis et argenteis armis et discolori veste quae in saltibus grassabatur. Samnites quinquaginta annis per Fabios ac Papiros patres eorumque liberos Roma subegit et domuit. Bella in Samnites materia quattuor et viginti triumphorum fuerunt.
La Campania è la regione più bella non solo d'Italia, ma di tutto il mondo. Non c'è niente di più dolce del suo clima: basti dire che la primavera vi sboccia due volte. Non c'è niente di più fertile del suo suolo: si dice che là gareggino Cerere e Bacco. Niente di più ospitale del suo mare: vi si trovano i famosi porti di Gaeta e di Miseno, di Baia dalle tepide fonti, il Lucrino e l'Averno, quasi luoghi di riposo del mare. Qui ci sono monti cinti di vigneti, il Gauro, il Falerno, il Massico e, più bello di tutti, il Vesuvio, che rivaleggia col fuoco dell'Etna. Ci sono città volte al mare: Formia, Cuma, Pozzuoli, Napoli, Ercolano, Pompei e la stessa loro capitale Capua, un tempo annoverata fra le tre più grandi città. Una è annoverata con Roma e Cartagine. Per questa città, per queste regioni, il popolo romano invase i sanniti, gente con con armi d'oro e d'argento e con abito variopinto che si aggirava nei boschi. I sanniti per 50 domarono e addomesticarono a Roma i loro liberi per i Padri Fabio e Papirio. Le guerre nel Samnio furono causa di 24 anni di trionfi