Sequitur bellum Tarentinum, unum quidem titulo et nomine, sed victoria multiplex. Hoc enim Campanos, Apulos atque Lucanos et caput belli Tarentinos, idest totam Italiam, et cum istis omnibus Pyrrhum, clarissimum Graeciae regem, una veluti ruina pariter involvit. Tarentus, Lacedaemoniorum opus, Calabriae quondam et Apuliae totiusque Lucaniae caput, cum magnitudine et muris portuque nobilis, tum mirabilis situ, quippe in ipsis Adriatici maris faucibus posita in omnes terras vela dimittit. Imminet portui, ad prospectum maris positum, maximum theatrum, quod quidem causa miserae civitati fuit omnium calamitatum. Ludos forte celebrabat, cum adremigantem litori Romanam classem vident atque, hostem esse rati, emicant, sine discrimine insultant. Adfuit sine mora, querelam ferens, legatio Romanorum. Hanc quoque foede per obscenam turpemque dictu contumeliam violant: hinc bellum. Sed apparatus horribilis, cum simul tot populi pro Tarentinis consurgerent, omnibusque vehementior Pyrrhus, qui cum totius viribus Epiri incognitisque ad id tempus elephantis, mari terra, veniebat.
Seguì la guerra tarantina, certamente unica per la sua fama e il nome, ma mutevole per le vittorie. Questa infatti coinvolse allo stesso modo quasi in un'unico flagello i Campani, gli Apuli e i Lucani e come parte principale dello scontro i Tarantini, cioè l'intera Italia, e con tutti questi il re Pirro, famosissimo re della Grecia. Taranto, fondazione dei Cartaginesi, un tempo capitale della Calabria, dell'Apulia e dell'intera Lucania, è sia rinomata per la sua grandezza, per le mura e il porto, sia straordinaria per la sua posizione geografica, perchè, collocata nello stesso angusto restringimento del mare Adriatico, fa partire le navi verso ogni terra. Posto sulla totale veduta del mare, sovrasta il porto un grandissimo teatro, che certamente fu la causa di tutte le sventure per l'infelice città. Celebravano casualmente i giochi, quando videro la flotta romana che si avvicinava remando alla costa e, pensando che fosse il nemico, balzarono in piedi e senza poterli riconoscere li insultarono. Senza indugio si presentò l'ambasceria romana, recando lamentela. E violarono anche questa ambasceria in maniera vergognosa attraverso offese turpi e infami a dirsi; da qui scaturì la guerra. Ma i preparativi furono da paura, perché tanti popoli insorgevano contemporaneamente in favore dei Tarantini, e più forte di tutti Pirro, il quale giungeva per mare e per terra con tutte le forze militari dell'Epiro e gli elefanti sconosciuti fino a quel tempo.