Populus Romanus a rege Romulo in Caesarem Augustum per septingentos annos, tantum operum pace belloque gessit ut, si quis magnitudinem imperii cum annis confêrat, id cum aetate hominis comparare possit. Ita late per orbem terrarum arma circumtulit ut, si quis res eius legit, non unius populi sed cuncti generis humani fata discat: tot laboribus periculisque iactatus est ut ad eius imperium constituendum Virtus et Fortuna contendisse videantur. Quare, quamvis praecipua (i particolari) cognoscere sigillatim pretium sit, tamen, quia ipsa sibi obstat magnitudo, faciam quod solent qui terrarum situm pingunt: in brevi quasi tabella totam eius imaginem amplectar, nonnihil collaturus (per portare qualche contributo), spero, ad admirationem principis populi (del primo popolo al mondo), si universam magnitudinem eius ostendero. Si quis ergo populum Romanum quasi hominem consideret, totamque eius vitam percenseat: ut coeperit, ut adoleverit, ut ad iuventae florem pervenerit, ut postea consenuerit, quattuor gradus eius inveniet. Nunc sub Traiano principem movet lacertos et praeter spem omnium senectus imperii, velut si reddita sit iuventus, revirescit
Il popolo romano dal re Romolo a Cesare Augusto per 700 anni realizzò tante gesta in pace e guerra che, se uno ponga a confronto la grandezza dell'impero con gli anni, potrebbe fare un paragone con l'età umana. Portò in lungo e largo per il mondo le armi al punto che, se qualcuno legge le sue imprese, potrebbe venire a conoscenza del fato non di un solo popolo, ma dell'intero genere umano. Si è dibattuto in tante fatiche e pericoli da dar l'impressione che Virtù e Fortuna si siano adoperate per creare il suo impero. Perciò, quantunque valga la pena di conoscere i particolari, tuttavia, poiché la stessa grandezza è d'impedimento a sé stessa, farò quello che son soliti fare coloro che dipingono i siti delle terre; come in una piccola tavola concentrerò tutta la sua immagine, per contribuire in qualche modo, spero, all'ammirazione del popolo più potente, se mostrerò tutta la sua grandezza. Se qualcuno quindi consideri il popolo romano alla stregua di un uomo e passi in rassegna l'intera sua esistenza: come cominciò, come entrò nell'adolescenza, come giunse nel fiore della gioventù, come infine invecchiò, troverà quattro sue età. Ora sotto il principato di Traiano muove i muscoli e contro l'aspettativa generale la vecchiaia dell'impero, come se gli fosse stata resa la gioventù, riacquista energie