IL VOLGA E IL CASPIO
VERSIONE DI GRECO di Erodoto
TRADUZIONE

L'Arasse (= Volga) da alcuni si dice essere più grande, da altri più piccolo dell'Istro. Dicono che in quello sorgono parecchie isole simili per grandezza a Lesbo, e che vi abitano uomini i quali si nutrono scavando d'estate radici d'ogni sorta e per cibo mettono da parte i frutti ch'essi ricavano dagli alberi quando sono maturi, e poi li mangiano nella stagione invernale: e che da loro sono stati trovati altri alberi recanti siffatti frutti e, dopo-ché si sono raccolti a frotte in un medesimo luogo e hanno acceso il fuoco, sedutisi in circolo, li buttano sul fuoco e annusando il frutto che brucia sul fuoco, si inebriano all'odore come i Greci con il vino, e quando il frutto vi stato gettato sopra in maggior quantità, si inebriano di più?, finché incominciano la danza e si dànno al canto. Tale si dice sia il regime di vita di costoro. E l'Arasse scorre dai Matieni, d'onde proviene pure il Gindes, che Ciro divise in quelle famose trecentosessanta fosse, e sfocia con quaranta bocche, e queste tutte, eccetto una, finiscono in paludi e in bassifondi: e ivi dicono che abitino uomini i quali mangiano i pesci crudi e come vesti sono soliti servirsi delle pelli di foche. E quell'unica fra le bocche dell'Arasse scorre liberamente al mar Caspio. Ora il Caspio è un mare di per se stesso e non si mescola con il resto del mare. Infatti tutto il mare che i Greci percorrono navigando e quello che si estende al di là delle Colonne d'Ercole, chiamato Atlantico, e il Rosso, forma tutto un mare unico; invece il Caspio costituisce un altro mare, isolato.