Diuturni silenti, patres conscripti, quo eram his temporibus usus—non timore aliquo, sed partim dolore, partim verecundia—finem hodiernus dies attulit, idemque initium quae vellem quaeque sentirem meo pristino more dicendi. Tantam enim mansuetudinem, tam inusitatam inauditamque clementiam, tantum in summa potestate rerum omnium modum, tam denique incredibilem sapientiam ac paene divinam, tacitus praeterire nullo modo possum.

1. I. Questo giorno, o senatori, segna la fine del lungo silenzio che mi ero imposto (lett. che avevo osservato) in questi anni (lett. tempi), non per qualche timore, ma in parte per l'amarezza e in parte per il riserbo, e il medesimo giorno offre inoltre l'occasione (lett. il principio) per esprimere, secondo la mia abitudine passata, le mie intenzioni e le mie riflessioni (lett. quelle cose che voglio e quelle che penso; o relativa eventuale o interrogativa indiretta). In nessun modo infatti posso far passare sotto silenzio una così grande mitezza, una così rara e inusitata clemenza, una così grande moderazione in (lett. di) una persona pur al culmine del potere (lett. che detiene la massima autorità) e infine una così incredibile e, oserei dire (lett quasi), divina saggezza. .