Qui potuit igitur divinius et utilitates conplecti maritimas Romulus et vitia vitare, quam quod urbem perennis amnis et aequabilis et in mare late influentis posuit in ripa? quo posset urbs et accipere a mari quo egeret, et reddere quo redundaret, eodemque ut flumine res ad victum cultumque maxime necessarias non solum mari absorberet, sed etiam invectas acciperet ex terra, ut mihi iam tum divinasse ille videatur hanc urbem sedem aliquando et domum summo esse imperio praebituram; nam hanc rerum tantam potentiam non ferme facilius alia ulla in parte Italiae posita urbs tenere potuisset. Urbis autem ipsius nativa praesidia quis est tam neclegens qui non habeat animo notata planeque cognita? cuius is est tractus doctusque muri cum Romuli tum etiam reliquorum regum sapientia definitus, ex omni parte arduis praeruptisque montibus ut unus aditus, qui esset inter Esquilinum Quirinalemque montem, maximo aggere obiecto fossa cingeretur vastissima, atque ut ita munita arx circuitu arduo et quasi circumciso saxo niteretur, ut etiam in illa tempestate horribili Gallici adventus incolumis atque intacta permanserit. locumque delegit et fontibus abundantem et in regione pestilenti salubrem; colles enim sunt, qui cum perflantur ipsi tum adferunt umbram vallibus
E avrebbe forse Romolo potuto più divinamente assicurassi i vantaggi della città marittima ed evitarne, nello stesso tempo, le debolezze, di quel che fece quando pose la città sulla riva 'un fiume perenne e senza cascate e versantesi nel mare con una larga foce? E questo fece Perché la città potesse ricevere dal mare tutto quel che le bisognasse e rendere al mare tutto il sovrabbondante; e in modo che il fiume non solo servisse per l'importazione delle cose Necessarie alla vita e alla civiltà dal mare, ma ricevesse anche le cose trasportate per terra. Tanto é perfetta la cosa che io oso perfino credere che Romolo prevedesse già che questa città sarebbe stata un giorno la sede e il centro d'un immenso impero. Né nessun'altra parte d'Italia una città avrebbe potuto assurgere a tanta potenza. E a chi mai, per quanto superficiale, possono essere sfuggite e rimanere ignote le difese naturali della città stessa? Per la avvedutezza tanto di Romolo quanto degli altri re. la cinta delle mura, congiungendo da ogni parte alture impervie, fu tale che l'unico passaggio che s'apriva, fra L''Esquilino e il Quirinale, fosse sbarrato da un'enorme muraglia cinta da un vasto fossato, e che la nostra rocca, circondata da precipizi e quasi minacciosa per le sue rocce tagliate a picco, potesse rimanere incolume e intatta anche in un così orribile frangente come l'invasione gallica. E il luogo scelto abbondava anche di sorgenti ed era salubre in una regione malsana. Ci sono infatti colli che facilitano il ricambio dell'aria e, nello stesso tempo, recano l'ombra alle valli.