Sed omne, quod est honestum id quattuor partium oritur ex aliqua. Aut enim in perspicientia veri sollertiaque versatur aut in hominum societate tuenda tribuendoque suum cuique et rerum contractarum fide aut in animi excelsi atque invicti magnitudine ac robore aut in omnium quae fiunt quaeque dicuntur ordine et modo in quo inest modestia et temperantia. Quae quattuor quamquam inter se colligata atque implicata sunt tamen ex singulis certa officiorum genera nascuntur velut ex ea parte quae prima discripta est in qua sapientiam et prudentiam ponimus inest indagatio atque inventio veri eiusque virtutis hoc munus est proprium. Si enim quisque maxime perspicit quid in re quaque verissimum sit et acutissime et celerrime potest et videre et explicare rationem, is prudentissimus et sapientissimus rite haberi solet.

Ma ogni atto che è onesto scaturisce da una di queste quattro fonti: o consiste nell'accurata e attenta indagine del vero; o nella conservazione della società umana, dando a ciascuno il suo e rispettando lealmente i patti; o nella grandezza e saldezza d'uno spirito sublime e invitto; o, infine, nell'ordine e nella misura di tutti i nostri atti e di tutti i nostri detti; e in ciò consiste appunto la moderazione e la temperanza. E benché queste quattro virtù siano in stretta connessione tra loro, tuttavia da ciascuna di esse nasce un particolare tipo di dovere, come, per esempio, quella virtù che ho distinta per prima e in cui poniamo la sapienza e la saggezza, la quale comporta, come suo proprio e speciale compito, la ricerca e la scoperta della verità. Se infatti una persona (lett. ognuno) scorge più acutamente quello che vi è di più vero in ciascuna cosa e può vederne e spiegarne la ragione più sottilmente e prontamente, questi è di solito considerato a buon diritto assai assennato e saggio.