Cum olim in Lydia magnis imbribus terra discessisset, Gyges, pastor regius, in illum hiatum descendit. Ibi aeneum equum animadvertit, cuius in lateribus fores erant. Quibus apertis, corpus vidit hominis mortui magnitudinis invisitatae cum anulu aureo in digito. Gyges, anulo detracto, in concilium pastorum se recepit. Ibi incredibilem anuli virtutem expertus est: nam cum palam eius anuli ad palmam converterat, a nullo videbatur, ipse autem omnia videbat; idem rursus videbatur, cum in locum anulum inverterat. Itaque hac opportunitate anuli usus, reginae stuprum intulit eaque adiutrice regem interemit atque eius satellites sustulit nec eum haec facinora committentem quisquam videre potuit. Sic repente anuli beneficio rex Lydiae exortus est.
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Libro: millenium pag 48 n 104
Inizio: Gyges cum terra discessisset... Fine: facinoribus quisquam potuit videre
Gige essendosi sprofondata la terra a casa di certi violenti acquazzoni dscese in quella voragine e notò, come raccontano le favole, un cavallo di bronzo sui cui fianchi c'erano delle porte e aperte queste vide il corpo di un uomo morto di grandezza eccezionale e un anello d'oro al dito. E appena tolse quello, lui stesso lo indossò (infatti era un guardiano del re)allora ritornò nell'assemblea dei guardiani. Li, invertendo il castone del suo anello verso il palmo della mano, non era visto da nessuno ma lui stesso vedeta tutto, di nuovo lui stesso era visto quando invertiva l'anello al proprio posto. Dunque utilizzando di questa opportunità dell'anello, uccise il tiranno, fece eliminare coloro che riteneva che potessero ostacolarlo nessuno potè vederlo in questi delitti. Così improvvisamente per l'effetto dell'anello diventò re della Lidia
versione da altro libro:
Un tempo in Lidia essendosi aperta e sprofondata la terra per effetto di grandi e continue piogge, Gige - pastore del re - discese in quella voragine: lì scorse un cavallo di bronzo, nei fianchi del quale c'era una porticina. Aperta questa, vide il corpo di un uomo morto di straordinaria grandezza, con un anello d'oro al dito. Gige, sottratto l'anello, si recò all'adunanza dei pastori. Quivi, imparò a conoscere l'incredibile virtù dell'anello: infatti, ogni volta che rivolgeva il castone dell'anello verso il palmo (ovviamente è il palmo della mano), non era veduto da alcuno, mentre egli vedeva tutto; invece era veduto di nuovo], ogni volta che, rigirando l'anello, rimetteva l'anello a posto (nel luogo). E così, cogliendo l'opportunità che l'anello gli offriva, fece violenza alla regina, e così, con l'aiuto di lei, uccise il re e tolse di mezzo ministri e servitori; né alcuno poté mai vederlo nell'atto di compiere questi delitti. Così, a un tratto, per virtù dell'anello, egli diventò re della Lidia.