Voluntas est, quae quid cum ratione desiderat. Quae autem ratione adversante incitata est vehementius, ea libido est vel cupiditas effrenata, quae in omnibus stultis invenitur. Itemque cum ita movemur, ut in bono simus aliquo, dupliciter id contingit. Nam cum ratione animus movetur placide atque constanter, tum illud g a u d i u m dicitur; cum autem inaniter et effuse animus exultat, tum illa laetitia gestiens vel nimia dici potest, quam ita definiunt: sine ratione animi elationem. Quoniamque, ut bona natura adpetimus, sic a malis natura declinamus, quae declinatio si cum ratione fiet, c a u t i o appelletur, eaque intellegatur in solo esse sapiente; quae autem sine ratione et cum exanimatione humili atque fracta, nominetur metus; est igitur metus ratione aversa cautio.

Volontà è quella che desidera qualcosa per mezzo della ragione. Quella invece che contrastando la ragione è impetuosa in modo più violento, essa è libidine o avidità sfrenata, la quale si riscontra in tutti gli stolti. Allo stesso modo, quando siamo mossi in modo tale da trovarci in un bene, ciò avviene in duplice modo. Difatti quando l’animo viene mosso dalla ragione in modo tranquillo e costante, allora ciò si dice diletto; quando invece l’animo esulta in modo vano e smodato, allora quella si può chiamare pazza allegrezza o eccessiva, quale così definiscono: esaltazione dell’animo senza ragione. E poiché, come noi desideriamo per natura i beni, così per natura sfuggiamo dai mali, e questa avversione se avvenga in modo conforme alla ragione, si chiami cautela, ed essa risulta essere nel solo saggio; e quella invece irrazionale e con abietto avvilimento e costernazione, si chiami timore; dunque il timore è cautela contraria per ragione.