Omnia ita a natura facta sunt ut nihil eorum supervacuum sit, nihil ad vitam retinendam non necessarium. Dedit enim natura beluis et sensum et appetitum, ut appetitum haberent ad naturalia pabula capienda et secernerent pestifera a salubribus. Iam vero alia animalia gradiendo, alia serpendo ad pastum accedunt, alia volando, alia nando; partim cibum oris hiatu et dentibus ipsis capessunt, partim unguium tenacitate arripiunt, partim aduncitate rostrorum; alia denique sugunt, alia vorant, alia mandunt. Sic a dissimillimis bestiolis communiter cibus quaeritur.

così ogni cosa è stata fatta dalla natura affinché non ci sia nulla di superfluo e nulla di necessario per condurre la (propria) vita. E se la natura ha concesso alle fiere una sensibilità ed un istinto lo ha fatto perché esse per l'una fossero naturalmente portate a desiderare i cibi ad esse congeniali ed in grazia dei secondo fossero in grado di distinguere ciò che nuoce da ciò che giova. E non basta ancora. Ci sono animali che si accostano al cibo camminando, altri strisciando, altri volando, altri ancora a nuoto, e mentre una parte di essi mangia il cibo spalancando la bocca e afferrandolo coi denti, altri lo strappa con la forza delle unghie o servendosi di un becco adunco. C'è chi succhia, chi bruca, chi mastica, chi divora. Ci sono animali la cui bassa statura permette loro di afferrare facilmente col muso il cibo sparso per terra. Così comunemente il cibo viene richiesto dalle bestiole.