Ad ferendum igitur dolorem placide atque sedate plurimum proficit toto pectore, ut dicitur, cogitare quam id honestum sit. Sumus enim natura, ut ante dixi (dicendum est enim saepius), studiosissimi adpetentissimique honestatis; cuius si quasi lumen aliquod aspeximus, nihil est quod, ut eo potiamur, non parati simus et ferre et perpeti. Ex hoc cursu atque impetu animorum ad aeram laudem atque honestatem illa pericula adeuntur in proeliis; non sentiunt viri fortes in acie vulnera, vel sentiunt, sed mori malunt quam tantum modo de dignitatis gradu demoveri. Fulgentis gladios hostium videbant Decii, cum in aciem eorum inruebant. His levabat omnem vulnerum metum nobilitas mortis et gloria. Nam tam ingemuisse Epaminondam putas, cum una cum sanguine vitam effluere sentiret? Imperantem enim patriam Lacedaemoniis relinquebat, quam acceperat servientem. Haec sunt solacia, haec fomenta summorum dolorum.

Dunque per sopportare in modo sereno e pacato il dolore, giova moltissimo pensare con tutto il cuore, come si dice, quanto ciò sia onorevole. Siamo infatti per natura, come ho detto prima piuttosdto molto dediti e avidi di ciò che è onorevole; se abbiamo intravisto qualche, per così dire, luce di essa, non c'è nulla che non siamo preparati a tollerare o a sopportare pazientemente, pur di afferrarlo. In conseguenza di questo slancio e impeto degli animi verso la lode e l’onore quei pericoli vengono affrontati nelle battaglie; gli uomini forti non sentono le ferite nel campo di battaglia, o meglio le sentono, ma preferiscono morire che soltanto essere allontanati dal loro livello di prestigio. I Decii vedevano le spade splendenti dei nemici, quando si gettavano contro la loro schiera. La nobiltà della morte e la gloria levava a questi tutto il timore delle ferite. Pensi infatti che Epaminonda si sia lamentato tanto, sentendo fluire via la vita insieme al sangue? Infatti lasciava ai Lacedemoni in condizioni di supremazia la patria, che aveva preso nelle mani (ricevuto) in condizioni di soggezione. Queste sono le consolazioni, questi sono i conforti dei più grandi dolori.