Itinerum primum laborem, qui vel maximus est in re militari, iudices, et in Sicilia maxime necessarius, occipite quam facilem sibi iste et iucundum ratione consilio-que reddiderit. ' Urbem Syracusas elegerat et hic vivebat iste bonus imperniar hibernis mensibus, nec eum extra tedimi quisquam vidit. Cum autem ver esse cocpcrat -cuius initium iste non a Favonio ncque ab aliquo astro notabat. sed cum rosam viderat. ' timi incipere ver ar-bitrabatur - dabat se labori atque itineribus; in quibus co usque sed praebebat patientem et impigrum, ut eum nono uniquam in equo scdcntem viderit. Sani, ut mos fuit Bitliyniae regibus, lectica ferebatur. in qua pulvinus erat perlucidus Melitensis rosa fartus; ipse autem coro-nani liabelnit in capite, alleram in collo. Conceto itinere, cimi ad aliquod oppidum venerai, cadati lectica usijue in cubiculum deferebatur. Cimi vero aestas stimma esse cocpcrat, quod tempus omnes Siciliae sentper praetores in itineribus consumerc consuerunt - propterea quod tutti pulant obeundam esse maxime provinciam, cum in arcis Irumciitu sunt -, tutti iste novo genere impcrator pul-clierrimo Syracusarum loco stativa sibi castra faciebat.
Per prima cosa ascoltate, giudici, quanto facile e gradevole egli si sia resa la fatica dei viaggi con la sua prudenza e saggezza; fatica che specialmente in ciò che concerne la guerra è grandissima, e nella Sicilia necessaria in modo particolare. Aveva scelto la città di Siracusa, e qui questo bel tipo di generale esemplare trascorreva la sua vita nei mesi invernali, e nessuno lo vide mai fuori di casa. Quando poi iniziava la primavera - il cui inizio egli non riconosceva né dal Favonio né da un altro vento ma ogni volta che vedeva una rosa allora riteneva che la primavera fosse iniziata - si dedicava alla fatica ed ai viaggi; e in questi si dimostrava sempre paziente e attivo al punto che mai nessuno lo aveva visto in sella ad cavallo. Infatti, sull'esempio dei re di Bitinia, veniva trasportato da una lettiga, nelle quale c'era un cuscino trasparente di Malta imbottito di rose; egli stesso poi aveva una corona sul capo, e un'altra al collo. Dopo aver concluso il tragitto, quando arrivava in qualche città, con la stessa lettiga veniva portato nella camera da letto. Quando veramente la stagione estiva iniziava ad essere nel periodo di maggiore calura, cioè il periodo che tutti i governatori della Sicilia hanno sempre avuto l'abitudine di trascorrere viaggiando - perché ritengono che specialmente in quel momento si debba visitare la provincia, dato che proprio allora si accumula il grano raccolto sull'aia - in quel momento questo generale appartenente ad una nuova specie si accampava stabilmente nella zona più bella di Siracusa.