Nos vero, siquidem in voluptate sunt omnia, longe multumque superamur a bestiis, quibus ipsa terra fundit ex sese pastus varios atque abundantes nihil laborantibus, nobis autem aut vix aut ne vix quidem suppetunt multo labore quaerentibus. Nec tamen ullo modo summum pecudis bonum et hominis idem mihi videri potest. Quid enim tanto opus est instrumento in optimis artibus comparandis? Quid tanto concursu honestissimorum studiorum, tanto virtutum comitatu, si ea nullam ad aliam rem nisi ad voluptatem conquiruntur? Ut, si Xerxes, cum tantis classibus tantisque equestribus et pedestribus copiis Hellesponto iuncto, Atone perfosso, mari ambulavisset terra navigavisset, si, cum tanto impetu in Graeciam venisset, causam quis ex eo quaereret tantarum copiarum tantique belli, mel se auferre ex Hymetto voluisse diceret, certe sine causa videretur tanta conatus (esse), sic nos sapientem plurimis et gravissimis artibus atque virtutibus instructum et ornatum omne caelum totamque cum universo mari terram mente complexum voluptatem petere si dicemus, mellis causa dicemus tanta molitum (esse).
Ma noi, se (pur sia vero) che tutto (il bene) consiste nel piacere, siamo superati di gran lunga dalle bestie, per le quali la terra stessa offre da sè diversi e abbondanti frutti senza che esse facciano alcuna fatica; a noi invece, che cerchiamo di procurarceli con molto lavoro, bastano a malapena, anzi neanche a mala pena. Ciononostante, in nessun modo può sembrarmi plausibile che il sommo bene dell'animale e dell'uomo sia lo stesso. Perché, infatti, sarebbe necessario un così grande apparato di mezzi nel rendere praticabili le arti in assoluto migliori? A cosa servirebbe una così grande cooperazione di studi di alto livello, un così grande aggregato di capacità, se ciò lo si ricercasse per nessun altro fine che non sia il piacere? Allo stesso modo in cui se Serse avesse camminato sul mare e navigato sulla terra con flotte tanto grandi e con truppe di cavalleria e fanteria tanto numerose, dopo aver unito (le rive) dell'Ellesponto e perforato (il monte) Athos; se, dopo essere giunto in Grecia con tale spiegamento di tanto impeto qualcuno gli avesse chiesto il motivo di cotanto spiegamento di forze e di contanta guerra, ed egli avesse detto di aver voluto portar via il miele dall'Imetto, certamente sembrerebbe che egli abbia compiuto tanti (sforzi) per nulla, se noi diremo che il saggio, (che si sia) equipaggiato ed arricchito di moltissime e difficilissime scienze e capacità, (nel tentativo piuttosto di) abbracciare con la mente tutto il cielo e tutta la terra con l'intero mare, (se diremo che) va in cerca di piacere, sarà come dicessimo che ha prodotto (sforzi) tanto grandi (solo) per prendere del miele (costr. causa + gen. ).