maxume autem, admonendus, quantus sit furor amoris. Omnibus, enim ex animi perturbationibus est profecto nulla vehementior, ut, si iam ipsa illa accusare nolis, stupra dico et corruptelas et adulteria, incesta denique, quorum omnium accusabilis est turpitudo, - sed ut haec omittas, perturbatio ipsa mentis in amore foeda per se est. Nam ut illa praeteream, quae sunt furoris, haec ipsa per sese quam habent levitatem, quae videntur esse mediocria, Iniuriae Suspiciones inimicitiae indutiae - Bellum pax rursum! incerta haec si tu postules Ratione certa facere, nihilo plus agas. Quam si des operam, ut cum ratione insanias. Haec inconstantia mutabilitasque mentis quem non ipsa pravitate deterreat? Est etiam illud, quod in omni perturbatione dicitur, demonstrandum, nullam esse nisi opinabilem, nisi iudicio susceptam, nisi voluntariam. Etenim si naturalis amor esset, et amarent omnes et semper amarent et idem amarent, neque alium pudor, alium cogitatio, alium satietas deterreret.

Ma la cosa più importante è richiamare l'attenzione sul carattere di follia che è proprio della passione amorosa. Fra tutte le passioni, essa è senz'altro la più prepotente : anche a non voler tirare in campo le violenze, le seduzioni, gli adulteri, gli incesti (atti questi che, per il loro carattere ignominioso, possono tutti esser posti sotto accusa), anche a non voler parlare di queste cose, resta sempre condannabile di per sé stesso il disordine che l'amore produce nell'anima. Lasciamo pure da parte le manifestazioni che sono tipiche della follia: ma di quale insufficienza di carattere non sono indice anche quelle che passano per moderate? « Offese, sospetti, ostilità, tregue, guerra, e di nuovo pace : se queste cose sen%a regola cercassi di regolar con la ragione, nulla di più otterresti che se cercassi con ragione di esser patgp ». Questa mancanza di fermezza, questa instabilità mentale dovrebbero disgustare chiunque anche soltanto col loro aspetto riprovevole. Anche un'altra cosa va chiarita, che si ripete a proposito di ogni passione; non ne esiste nessuna che non si basi sull'immaginazione, che non sia stata originata da un pregiudizio, che non sia dovuta a un atto di volontà. E difatti, se l'amore fosse una cosa naturale, amerebbero tutti quanti, e sempre, e sempre lo stesso oggetto; e non ci sarebbero la vergogna, la riflessione, la sazietà a distoglierne questo e quello.