Memini, cum pater meus in Macedonia consul esset et essemus in castris, perturbari exercitum nostrum religione et metu, quod serena nocte subito cadens et plena luna defecisset. Tum Asinius Gallus, legatus noster, haud dubitavit postridie palam in castris docere nullum esse prodigium, idque et tum factum esse et certis temporibus semper futurum esse, cum sol ita locatus fuisset ut lunam suo lumine non posset attingere atque eiusmodi quiddam evenit etiam bello illo maximo, quod Athenienses et Lacedaeminii summa inter se contentione gesserunt. Pericles ille et auctoritate et eloquentia et consilio princeps civitatis suae, cum, obscurato sole tenebrae factae essent repente Athenensiumque animos summus timor occupavisset, docuisse cives suos dicitur, id quod ipse ab Anaxagora acceperat, certo illud tempore fieri, cum tota se luna sub orbem solis subiecisset. Quod cum disputando rationibusque docuisset populum liberavit metu; erit enim tum haec nova et ignota ratio, solem lunae oppositu deficere, quod Thaletem Milesium primum vidisse dicunt. Id autem postea ne nostrum quidem Ennium fugit, qui scribit anno quinquagesimo et CCC fere post romam conditam: Nonis Iunis soli luna obstitit et nox facta est.

Ricordo che, quando mio padre era console in Macedonia e ci trovavamo nell'accampamento, il nostro esercito fu turbato da un timore superstizioso, poiché improvvisamente durante una notte serena la luna piena che tramontava si era eclissata. Allora Asinio Gallo, nostro ambasciatore, non esitò per niente ad informare il giorno dopo pubblicamente nell'accampamento che non era accaduto nessun prodigio, e che ciò era sia accaduto allora sia sarebbe sempre accaduto in tempi precisi, quando il sole si fosse trovato in una posizione tale da non poter raggiungere la luna con la sua luce e qualcosa del genere accadde anche in quella grandissima guerra che gli Ateniesi e i Lacedemoni combatterono tra di loro con grandissimo accanimento. Il famoso Pericle, primo tra i suoi cittadini sia per l'autorità sia per l'eloquenza sia per la saggezza, quando, oscurato il sole, improvvisamente scesero le tenebre e un grandissimo timore invase l'animo degli Ateniesi, si dice che avesse insegnato ai suoi cittadini, ciò che egli stesso aveva appreso da Anassagora, che quella cosa era accaduta in un tempo preciso, quando tutta la luna si era collocata sotto il disco del sole. Dopo aver mostrato cio` discutendo e con ragionamenti, liberò il popolo dalla paura; era questa infatti allora una teoria nuova e sconosciuta, che il sole si eclissa per l'interposizione della luna, dicono che Talete Milesio, avesse compreso ciò per primo. Dopo certamente non sfuggi al nostro Ennio che scrisse nell'anno 350 circa dopo la fondazione di Roma: Il nove di giugno la luna stette di fronte al sole e fu notte.

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