Quid enim potest esse tam apertum tamque perspicuum, cum caelum suspeximus caelestiaque contemplati sumus, quam esse aliquod numen praestantissimae mentis, quo haec regantur? Quod ni ita esset, qui potuisset adsensu omnium dicere Ennius "aspice hoc sublime candens, quem invocant omnes Iovem" -- illum vero et Iovem et dominatorem rerum et omnia motu regentem et, ut idem Ennius, "patrem divumque hominumque" et praesentem ac praepotentem deum? Quod qui dubitet, haud sane intellego, cur non idem, sol sit an nullus sit, dubitare possit;
qui enim est hoc illo evidentius? Quod nisi cognitum conprehensumque animis haberemus, non tam stabilis opinio permaneret nec confirmaretur diuturnitate temporis nec una cum saeclis aetatibusque hominum inveterare potuisset. Etenim videmus ceteras opiniones fictas atque vanas diuturnitate extabuisse. Quis enim hippocentaurum fuisse aut Chimaeram putat, quaeve anus tam excors inveniri potest, quae illa, quae quondam credebantur apud inferos, portenta extimescat? Opinionis enim commenta delet dies, naturae iudicia confirmat
« La prima questione - soggiunse allora Lucilio – non ha neppure bisogno di essere trattata. Basta contemplare il firmamento ed i corpi che vi si trovano perché nulla risulti più chiaro ed evidente dell'esistenza di una volontà governata da una suprema intelligenza che regola tutti questi fenomeni. Se non fosse così come avrebbero potuto incontrate il generale consenso le parole di Ennio: «contempla quest'essere che al di sopra di ogni altro rifulge, che tutti invocano col nome di Giove », quel Giove che domina il mondo e che tutto regge col suo cenno, « il padre degli dèi e degli uomini » per usare ancora le parole di Ennio, onnipresente ed onnipotente? Chi dubita di questa verità non vedo perché non dovrebbe porre in dubbio l'esistenza stessa del sole
che sotto nessun aspetto risulta più evidente della precedente affermazione. Se di tutto ciò non avessimo avuto conoscenza e non fossimo fermamente convinti nel nostro intimo, una tradizione come questa non si conserverebbe immutata per lungo tempo, non si rafforzerebbe coi passare degli anni, non avrebbe potuto sopravvivere all'alternarsi delle età e delle generazioni umane. Possiamo constatare che tutte le altre opinioni false e senza rispondenza nella realtà si sono dissolte col tempo. Chi crede più che un tempo esistessero l'ippocentauro e la Chimera? Si trova forse ancora una vecchina tanto sciocca da temere quei mostri che una volta si credeva popolassero gli Inferi? li tempo distrugge i meri frutti dell'immaginazione e rinforza i giudizi dettati dalla natura