Nunc autem visum est mihi de senectute aliquid ad te conscribere. Hoc enim onere, quod mihi commune tecum est, aut iam urgentis aut certe adventantis senectutis et te et me etiam ipsum levari volo; etsi te quidem id modice ac sapienter, sicut omnia, et ferre et laturum esse certo scio. Sed mihi, cum de senectute vellem aliquid scribere, tu occurrebas dignus eo munere, quo uterque nostrum communiter uteretur. Mihi quidem ita iucunda huius libri confecto fuit, ut non modo omnis absterserit senectutis molestias, sed effecerit mollem etiam et iucundam senectutem. Numquam igitur satis digne laudari philosophia poterit, cui qui pareat, omne tempus aetatis sine molestia possit degere.
. Ora poi mi è sembrato bene comporre per te qualcosa intorno alla vecchiezza per alleviare sia te sia anche me stesso da questo peso, che mi è comune con te, della vecchiezza o già incombente o che certamente si avvicina. 2. Anche se in verità so per certo che tu lo sopporti e lo sopporterai con moderazione e saggezza, come tutte le altre cose. 3. Ma a me che volevo (teff, volendo) scrivere qualcosa sulla vecchiezza, tu ti presentavi come degno di un tale dono, del quale entrambi noi godessimo insieme. 4. Per me personalmente la composizione di questo libro fu così piacevole, che non solo (mi) ha spazzato via le molestie della vecchiezza, ma anche l'ha resa dolce e gradita. 5. Mai dunque si potrà lodare abbastanza degnamente la filosofia: chi l'ascolta può trascorrere senza molestia ogni età della vita.