Quae res etsi nihil ad levandas iniurias pertinere videbantur, tamen idoneos nactus homines, per quos ea, quae vellet, ad eum perferrentur, petit ab utroque, quoniam Pompei mandata ad se detulerint, ne graventur sua quoque ad eum postulata deferre, si parvo labore magnas controversias tollere atque omnem Italiam metu liberare possint. Sibi semper primam fuisse dignitatem vitaque potiorem. Doluisse se, quod populi Romani beneficium sibi per contumeliam ab inimicis extorqueretur, ereptoque semestri imperio in urbem retraheretur, cuius absentis rationem haberi proximis comitiis populus iussisset. Tamen hanc iacturam honoris sui rei publicae causa aequo animo tulisse; cum litteras ad senatum miserit, ut omnes ab exercitibus discederent, ne id quidem impetravisse. Tota Italia delectus haberi, retineri legiones II, quae ab se simulatione Parthici belli sint abductae, civitatem esse in armis. Quonam haec omnia nisi ad suam perniciem pertinere? Sed tamen ad omnia se descendere paratum atque omnia pati rei publicae causa. Proficiscatur Pompeius in suas provincias, ipsi exercitus dimittant, discedant in Italia omnes ab armis, metus e civitate tollatur, libera comitia atque omnis res publica senatui populoque Romano permittatur. Haec quo facilius certisque condicionibus fiant et iureiurando sanciantur, aut ipse propius accedat aut se patiatur accedere: fore uti per colloquia omnes controversiae componantur.
Traduzione letterale
Anche se sembrava che tali cose non servissero a nulla per alleviare le offese, tuttavia trovando gli uomini idonei, tramite cui quelle cose, che desiderasse, sarebbero potute essere riferite a lui, chiese a ciascuno dei due, affinché non si rifiutassero di concedere anche a lui le sue richieste, se avessero potuto sopportare con un minimo sforzo le gravi contestazioni e liberare dal timore tutta l’Italia. (riferimento sintattico: tutti gli accusativi con gl’infiniti verranno tradotti sottintendendo disse che) La dignità fu per lui sempre la cosa più importante (la prima) e preferibile alla vita. Era dispiaciuto, per il fatto che la carica pubblica del popolo Romano gli fosse stata strappata tramite un’offesa dai nemici, toltogli l’incarico semestrale si sarebbe dovuto ritirare in città, il popolo avrebbe ordinato che nei prossimi comizzi si considerasse la motivazione di costui che era assente. Tuttavia sopportò con animo sereno per lo stato questa perdita del proprio onore; avendo inviato una lettera al senato, affinché tutti si allontanassero dagli eserciti, non ottenne neppure ciò. Vennero considerate le leve in tutta l’Italia, venivano trattenute le due legioni, che erano state allontanate da lui con il pretesto della Guerra dei Parti, la città era in armi. A cosa mai sarebbero potute servire tutte queste cose se non alla propria rovina? Ma tuttavia si preparò a ricorrere ad ogni mezzo e a sopportare ogni cosa per lo stato. Che Pompeo parta verso le proprie province, che questi stessi congedino gli eserciti, che tutti in Italia si allontanino dalle armi, che il timore sia sollevato dalla città, che siano concessi i liberi comizi ed ogni stato al senato e al Popolo Romano. Per compiere tali cose più facilmente con sicure condizioni e sancite con il giuramento, egli stesso o o si sarebbe dovuto accostare più da vicino o avrebbe dovuto provar disgusto ad avvicinarsi: tutte le controversie si sarebbero dovute costituire mediante i colloqui.(by MARIA D.)