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Re frumentaria comparata equitibusque delectis iter in ea loca ....... et polliciti sunt se utiles amicos populo Romano fore si terrae redditae essent
Preparate la scorta di grano, scelti i cavalieri, Cesare iniziò a viaggiare in quei luoghi, nei quali sentiva che c'erano i Germani. Quando si trovò a pochi giorni di viaggio da loro, giunsero da lui dei legati, che affermarono che i Germani e non avevano dichiarato guerra per primi al popolo Romano né tuttavia avrebbero potuto rifiutare la guerra se assediati, perché questo era l'uso dei Germani tramandato dagli avi: opporsi a chiunque avesse loro mosso guerra. Dissero anche che erano arrivati malvolentieri, perché erano stati cacciati dalla loro patria. Chiedevano dunque terre nelle quali potessero fermarsi in pace e promisero che sarebbero stati utili amici del popolo Romano se le terre fossero state restituite.
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Pompeius, qui castra in colle habebat, ad infimas radices montis aciem instruebat, .... confestimque expeditas copias educit.
Pompeo, che poneva l'accampamento sul colle, schierava l'esercito ai piedi del monte, aspettando sempre, come sembrava, se Cesare si esponesse in una posizione sfavorevole. Cesare, pensando che Pompeo non poteva essere trascinato in battaglia in alcun modo, ritenne che per sé la migliore tattica di guerra fosse la seguente, ovvero spostare l'accampamento da quel luogo e stare sempre in marcia, mirando a questo: utilizzare, muovendo l'accampamento e toccando luoghi diversi, le migliori occasioni di approvvigionamento e, allo stesso tempo, lungo la marcia, trovare qualche occasione di combattimento e, con marce giornaliere, sfinire l'esercito di Pompeo, disabituato alla fatica. Stabilite queste cose, già dato il segnale della partenza e smontate le tende, ci si rese conto che poco prima, contrariamente all'abitudine quotidiana, l'esercito di Pompeo s'era allontanato un po' troppo dal vallo, così che sembrava che si potesse combattere in posizione non sfavorevole. Allora Cesare, quando già l'esercito era alle porte, disse ai suoi: "Per ora dobbiamo rimandare la marcia e pensare al combattimento, come abbiamo sempre desiderato. Siamo pronti a combattere. In futuro non ne ritroveremo facilmente la possibilità", e subito conduce fuori le truppe pronte a combattere.
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Belgae, tertiam partem Galliae incolentes, saepissime cum Germanis confligebant: ..... ad fines Belgarum maximis itineribus pervenit ut seditionem ab initio reprimeret.
Abitanti di un terzo della Gallia, i belgi spessissimo combattevano con i Germani: infatti i Germani, più forti e più audaci in guerra rispetto ai Belgi, spesso superavano il fiume Reno, per saccheggiare i territori belgi, e i Romani non tentavano di opporsi alle crudeli offese. Pertanto i Belgi nutrivano avversione verso l'esercito romano che svernava in Gallia e per questo motivo già da tempo organzzavano una ribellione. Mentre Cesare soggiornava nella Gallia citeriore dove i soldati potevano svernare con maggior sicurezza, giungevano sempre più frequenti notizie riguardanti la congiura dei Belgi. Pertanto dato che realmente tramite le notizie e le lettere di Labieno erano pervenute alle orecchie di Cesare le intenzioni dei Belgi, egli arruolò con maggior impegno nuove legioni nella Gallia Citeriore, e inviò nella Gallia Interiore il luogotenente Q. Pedo e dopo aver abbandonato l'accampamento pochi giorni dopo, giunse nei territori de Belgi con la più rapida delle marce, per reprimere dall'inizio la ribellione.
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Exigua parte aestatis reliqua Caesar, etsi in his locis, quod omnis Gallia ad septentriones vergit, maturae sunt hiemes. ..... Volusenus quinto die ad Caesarem revertit, quaeque ibi perspexerat, renuntiat.
Nella restante esigua parte dell'estate, benché in quei luoghi, in cui tutta la Gallia è rivolta verso settentrione, gli inverni siano precoci, si affrettò tuttavia a partire per la Britannia. Convocò da ogni parte i mercanti, che percorrevano la Britannia per commerciare. Da loro tuttavia non aveva potuto appurare né l'importanza ovvero il numero delle popolazioni della Britannia e neppure la quantità di porti idonei per l'attracco delle navi. Mandò avanti C. Voluseno, tribuno militare, con una nave da guerra: è necessario che egli esplori ogni cosa e torni il prima possibile da Cesare. Egli stesso parte verso il territorio dei Morini con tutte le truppe, perché da lì era brevissimo il tragitto verso la Britannia. Ordina che qui si raccolgano navi da ogni parte delle regioni finitime. Voluseno torna da Cesare dopo quattro giorni (il quinto giorno) ed illustra tutte le cose che aveva esplorato.
Parte 2
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Catilina a C. Antonio cum exercitu caesus est. P. Clodius, ... triumphavit Magnusque a tota contione consalutatus est.
Catilina fu sconfitto da C. Antonio con l'esercito. P. Clodio, accusato di aver fatto ingresso,nel sacrario in abiti femminili, dove era un reato che un uomo vi entrasse, e (accusato) d'aver oltraggiato la moglie di Metello fu assolto. Il pretore C. Pontino domò gli Allobrogi, che s'erano ribellati a Solone, il console Cesare promulgò le leggi agrarie fra grandi controversie. Il proconsole C. Antonio condusse una campagna in Tracia con esito sfavorevole. M. Cicerone, per aver fatto uccidere cittadini non condannati, fu esiliato. Crsare, partito per la provincia della Gallia, vinse gli Elvezi, gente errabonda, che voleva passare per la Narbonense, provincia di Cesare. Infine tiene a freno la regione delle Gallie. Pompeo celebrò il trionfo sui figli di Mitridate e su Tigrane, figlio di Tigrane e fu salutato come "il Grande" dall'intera assemblea