Ό τοίνυν θεός τήν ψυχήν κρατίστην τῷ άνθρώπῳ ένέφυσε. Τίνος γάρ ἃλλου ζῴου ψυγή πρῶτα μέν θεῶν τῶν τά μέγιστα καί κάλλιστα συνταξάντων ᾓσθηται ὂτι είσί; Τί δε φϋλον ἃλλο ἢ ἃνθρωποι θεούς θεραπευουσι; ποια δέ ψυχή τῆς άνθρωπίνης ίκανωτέρα προφυλάττεσθαι ἢ λιμόν ἢ διψος ἢ ψυχη ἢ θάλπη, ἢ νόσοις έπικουρῆσαι, ἢ ρώμην άσκήσαι, ἢ πρός μάθησιν εκπονῆσαι, ἢ ὂσα ἃν άκούσῃ ἢ ϊδῃ ἢ μάθῃ ίκανω-τέρα έστι διαμεμνῆσθαι, Ού γάρ πάνυ σοι κατάδηλον ὂτι παρά τἆλλα ζῷα ὣσπερ θεοί ἃνθρωποι βιοτεύουσι, φύσει και τῷ σώματι και τῇ ψυχῇ κρατιστεύοντες; Οὒτε γάρ βοός ἃν ἒχων σῶμα, άνθρώπου δέ γνώμην έδύνατ’ ἃν πράττειν ἃ έβούλετο, οϋθ ὂσα χεΐρας ἒχει, ἃφρονα δ’ έστί, πλέον ούδέν ἒχει. Σύ δ’ άμφοτέρων τῶν πλείστου άξιων τετυχηκώς ούκ οϊει σοῦ θεούς έπιμελεῖσθαι;
La divinità inoltre produsse nell’uomo l’anima capacissima. Per prima cosa infatti l'anima di quale altro vivente sa percepire che esistono gli dei, i quali hanno composto con ordine realtà grandissime e bellissime? Quale altra specie poi, se non gli uomini, venerano gli dei? Quale anima è più capace di quella umana di difendersi o dalla fame o dalla sete o dal freddo e dal caldo, o di curare le malattie, di esercitare la forza, di faticare per imparare, qual è più capace di ricordare quanto ha ascoltato, o visto o appreso? Non ti sembra del tutto evidente che a confronto degli altri esseri viventi gli uomini conducano un'esistenza come dei, essendo i più dotati per natura nel corpo e nell'anima? Se qualcuno avesse infatti il corpo di un bue e l'intelligenza di un uomo, non potrebbe fare quello che desidererebbe e nemmeno quanti hanno le mani, ma sono senza intelligenza, hanno maggior vantaggio. Tu che hai ricevuto entrambe queste pregevolissime cose, non credi che gli dei sì prendano cura di te?