Η τε γαρ θαλαττα ευθυς ακυμων εγενετο και την γαληνην επισπασαμενη λειαν παρειχεν εαυτην ... ημεις δε επεσοντες αλλο αλλος του πελαγους μερος διεκυμαινομεν.
Il mare diventava subito placido (sterile) e presentava una bonaccia che lo rendeva (ἐπισπάω) piatto, noi tutti cercanti (che cercavamo) la quiete seguivamo (παρακολουθέω) nient'altro che spettatori, desiderosi di fuggire oltre il mare, gli Amorini volavano solo poco sopra le onde sfiorando l'acqua con i piedi insigni, tenendo in mano lucenti fiaccole, cantavano un imeneo, le Nereidi, che emergevano seminude, erano in groppa ai delfini applaudivano, la specie dei Tritoni e tutta quella temibile da vedere dei mari, tutte danzavano intorno alla fanciulla. Perfino Nettuno, montato sul cocchio, avendo di fianco Anfitrite, avanzava lietamente indicando la via al fratello che nuotava; dietro tutti due Tritoni portavano Afrodite che sedeva in una conchiglia spargendo tanti fiori davanti alla ninfa. Tutte queste cose accadevano dalla Fenicia fino a Creta. Quando giunse (ἐπιβαίνω) nell'isola non comparve il toro, Giove presala per mano portò Europa che arrossiva e teneva gli occhi in terra nell'antro Ditteo: aveva infatti in orecchio cosa sarebbe accaduto. Essi, amandosi l'un l'altro, smossero una parte del mare. (by Geppetto)