Caesar ab hoste iam longe non erat cum ad eum legati Ubiorum remeant qui magnopere orabant ne in suos...

Cesare ormai non si trovava distante dal nemico, quando ritornano da lui gli ambasciatori degli Ubi, i quali lo scongiuravano vivamente di non avanzare nel loro territorio. Poiché non avevano ottenuto ciò da Cesare, chiedevano che trattenesse dalla battaglia i cavalieri e che egli concedesse tre giorni di tregua: giuravano che i loro capi avrebbero accettato tutte le condizioni di Cesare. A Cesare era abbastanza chiaro che tutte quelle cose avevano un medesimo scopo: che, trascorsa una pausa di tre giorni, venissero radunati tutti i cavalieri in un medesimo luogo; tuttavia disse che quel giorno egli sarebbe avanzato unicamente ai fini dell'approvvigionamento d'acqua; intanto ordina agli ufficiali che erano stati mandati in avanscoperta con tutta la cavalleria, di non provocare i nemici allo scontro finché non sia sopraggiunto egli di persona con l'esercito. Ma, non appena i nemici videro la piccola truppa – molti, infatti, erano stati mandati al di là della Mosa per reperire i viveri – accade che, inaspettatamente, infrangano l'accordo, e che aggrediscano e scompiglino i nostri.

Versione tratta da: Cesare