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Terraneola in terra casam componit at improbam vulpeculam videt ac statim pennis evolat...
Un’allodola realizza un nido per terra, ma vede una volpe piccola e malvagia, e subito per mezzo delle piume, vola via. L’animale spietato dice: Perché scappi? Sulla terra presso il bosco ci sono sia locuste, sia formiche, sia cicale, e molto cibo, non do la caccia ai piccoli uccelli; quindi, tu conduci una vita serena e regolare, non hai ragione di straziarti. Ma il piccolo uccello rispose: tu parli bene sulla terra, ma io preferisco restare con gli abitanti del cielo; se consideri la mia vita felice, tocca le nuvole!
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Tunc, miltiadis impulsi, Athenienses copias ex urbe eduxerunt locoque idoneo castra fecerunt. Dein, postridie, sub montis radicibus...
Spinti allora da Milziade, gli Ateniesi facero uscire le truppe dalla città e fissarono gli accampamenti in un luogo adatto. Quindi, il giorno seguente, ai piedi del monte, in una zona non aperta – c’erano infatti degli alberi isolati in più punti -, attaccarono il combattimento, ritenendo di essere protetti dall' altezza dei monti e che la cavalleria nemica sarebbe stata ostacolata dalla fila degli alberi. Dati, sebbene capisse che il luogo non era favorevole ai suoi, tuttavia confidava nel numero delle sue truppe e desiderava combattere: riteneva giusto scontrarsi prima che gli Spartani venissero in soccorso degli Ateniesi. Così schierò a battaglia moltissimi soldati, fanti e cavalieri e lanciò l'attacco. Ma gli Ateniesi si rafforzarono nel valore e sconfissero un numero di nemici dieci volte più grande.
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Iam ad regem Alexandrum proeliantium clamor pervenerat, cum ille, imminentem periculum contemnens …supprimit et vulnus obligatum premit, aequo animo stetit.
Ormai il clamore di coloro che combattevano era pervenuto al re Alessandro, quando quello, disprezzando il pericolo che incombeva, indossò la propria corazza e raggiunse i primi reparti. Ma un Arabo, soldato di Dario, scorse il re e, nascondendo la spada con lo scudo, come se (fosse) un disertore, si gettò davanti ai piedi del re, chiedendo aiuto. Allora il re con la mano sollevò il supplice benevolmente accolto, e lo accolse fra i suoi. Ma subito, codesto barbaro ingannatore aggredì con la spada il collo del re. Tuttavia Alessandro, con una piccola torsione del corpo, evitò il colpo e con la spada mozzò la mano del barbaro. Ma il destino è inevitabile. Poco dopo, mentre il re Alessandro combatteva accanitamente fra i soldati delle prime file, cadde ferito gravemente, dopo essere stato colpito da una freccia. Quando poi il suo medico Filippo tolse la freccia, conficcatasi attraverso la corazza e ferma nella spalla, dalla ferita cominciò a sgorgare molto sangue. Ma Alessandro neppure mutò il colore del viso e, mentre il medico fermava il sangue e comprimeva la ferita dopo averla bendata, rimase fermo con animo tranquillo.(da Curzio Rufo)
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Aeneas Cumas venit et in Avernum descendit. Sub nocte obscura per umbras procedit per loca...
Enea arriva a Cuma e scende nell’Averno. Durante la buia notte procede tra le ombre, attraverso i luoghi silenziosi e i regni di Dite. Il cammino nelle foreste era come quello durante la luna mancante, quando Giove nasconde il cielo con l’oscurità. L’uomo devoto giunge alle acque dell’Acheronte, e da Caronte, lo spaventoso traghettatore, viene traghettato sull’altra sponda del fiume. Il vecchio, dagli occhi infuocati e dalla capigliatura canuta, per mezzo di una barca trasporta le anime agli inferi: ci sono madri e mariti, fanciulli e fanciulle non sposate, e giovani mandati alla morte prima del tempo, davanti al volto triste dei genitori. Alla fine, Enea arriva dove la strada si divide in due parti: la strada di sinistra conduce agli Inferi malvagi, la strada di destra conduce invece all’Eliso. Nei campi Elisi si trovano i prodi eroi Troiani, insieme a Dardano, il fondatore della stirpe Troiana. Alla fine Enea avvista il proprio padre Anchise. Tende le mani, mentre, a causa della felicità, vengono riversate lacrime per le gote e la voce è rotta dalla gioia. Quindi, il padre mostra al figlio le anime degli uomini futuri della grande Roma.
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Villae etiam sunt maritimae quae apud oras instruuntur...
Ci sono anche tenute marittime, le quali sono costruite presso le coste. Nelle tenute di mare hanno pausa le preoccupazioni e le sofferenze, e dalle matrone ricche e dalle padrone vengono trascorse ore allegre e felici. Lì si trovano vasche per pesci, e spesso anche terme: nelle vasche per pesci si allevano anguille e pesci, nelle calde acque delle terme si immergono le amiche della padrona e i forestieri, e si divertono. L’agricoltore, nella fattoria di campagna, accumula poco denaro, invece una tenuta di mare viene acquistata dalla ricca padrona di città, per molto denaro.