Mithridates, rex Ponti, fuit vir tanta vi corporis et animi ut sexiuges equos regeret, quinquaginta gentium linguis loqueretur. ... Percussor, a filio missus ut eum occideret, terribili facie eius territus, iam fugere coeperat, sed ab ipso Mithridate revocatus est, qui manum eius trepidantem adiuvit.

Mitridate, re del Ponto, fu un uomo di così tanta forza del corpo e dell’animo da guidare sei cavalli uniti insieme e discorrere con le lingue di cinquanta popoli. Poiché i Romani stavano combattendo fra di loro in una guerra civile esiliò dalla Bitinia Nicodemo, loro alleato. Occupò tutte le isole della Grecia, eccetto Rodi. Silla, individuata la sua flotta lo sconfisse presso Troia ed era sul punto di catturarlo ma, ritenendo di doversi prima di Mario, preferì stipulare la pace. Poi, sconfitto da Pompeo in una battaglia notturna, si rifugiò nel suo regno dove, durante una rivolta popolare, rinchiuso in una torre dal figlio Farnace, prese un veleno. Ma quella pozione veniva da lui assorbita alquanto lentamente perché in gioventù aveva rafforzato il corpo contro i veleni con molte pozioni per evitare le congiure dei nemici. Un sicario mandato dal figlio per ucciderlo, spaventato dal suo aspetto terribile stava già per fuggire, ma fu richiamato dello stesso Mitridate che aiutò la sua mano esitante.