Tradunt mulierem quandam uno partu septem puerulos peperisse, sed, beluis omnibus mater crudelior, in stagnum eos negandos proiecit. Accidit ut rex Agelmundus, Aionis filius, dum iter facit, ad idem stagnum deveniret. Qui cum equo retento miseros infantulos miraretur, unus ex illis iniecta manu hastam, quam rex manu gerebat, comprehendit. Rex, misericordia motus factumque admiratus, eum magnum virum futurum pronuntiavit. Mox eum a stagno levariiussit, atque magno cum studio alendum nutrici tradidit. Quia autem eum de stagno, quod Langobardorum lingua "lama" dicitur, abstulit, Lamissio eidem nomen imposuit. Qui cum adolevisset tam strenuus iuvenis factus est ut bellicosissimus exstiterit et post Agelmundi mortem regnum geserit. Ferun hunc, cum Langobardi cum rege suo iter agentes ad quendam fluvium pervenissent et ab Amazonibus prohibiti essent longius procedere, cum earum fortissima in fluvio pugnavisse eamque interfecisse, sibique laudis gloriam, Langobardis transitum paravisse.

Si tramanda che una donna in un parto partorì 7 poppanti, ma, la madre più crudele di tutte le belve, per annegarli li lanciò in uno stagno. Accadde che il re Agelmundo, figlio di Aione, quando fece un viaggio, giungesse allo stesso stagno. Ed egli trattenuto il cavallo quando guardò i miseri fanciulli, uno di quelli prese con una mano la lancia, che il re teneva con la mano. Il re, mosso dalla misericordia e ammirato il fatto, disse che quello sarebbe stato un grande uomo. Subito egli ordinò di levarlo dallo stagno, che nella lingua Longobarda è detto "Lama", e impose a lui il nome Lamissio. Ed egli poiché crebbe così forte divenne un giovane che sia emergesse bellicosissimo sia prese l'impero dopo la morte di Agelmundo. Si dice che egli dopo che i Longobardi erano arrivati a un fiume mentre facevano un viaggio con il loro re ed essendo stato loro proibito di avanzare più lontano, combattè nel fiume con la più forte delle Amazzoni e che la uccise e che procurò il passaggio ai Longobardi e che preparò a se stesso la gloria della lode