Euntibus a parte laeva, Arabia odorum fertilitate nobilis regio; campestre iter est in terra inter Tigrin et Euphraten iacenti tam uberi et pingui, ut a pastu repelli pecora dicantur, ne satietas perimat. Causa fertilitatis est humor, qui ex utroque amne manat, toto fere solo propter venas aquarum resudante. Ipsi amnes ex Armeniae montibus profluunt ac magno deinde aquarum divortio iter, quod coeperunt, percurrunt; duo milia et quingenta stadia emensi sunt, qui amplissimum intervallum circa Armeniae montes notaverunt. Idem, cum Mediae et Gordyaeorum terram secare coeperunt, paulatim in artius coeunt et, quo longius manant, hoc angustius inter se spatium terrae relinquunt. Vicina maxime sunt in campis, quos incolae Mesopotamiam appellant: mediam namque ab utroque latere cludunt. Eadem per Babyloniorum fines in Rubrum mare inrumpunt.

A coloro che sopraggiungevano dall'oriente [lett. dalla parte sinistra], [c'era] l'Arabia, una regione nobile per la ricchezza di odori; L'itinerario in pianura è nella terra tra il Tigri e l'Eufrate, tanto rigogliosa e fertile che le mandrie si dice vengano mantenute lontano dal pascolo perché l'abbondanza non le uccida. Causa della fertilità è l'acqua che filtra da entrambi i fiumi, traspirando quasi tutto il suolo per le vene acquifere. Questi fiumi scaturiscono dai monti dell'Armenia e poi con un'ampia separazione delle acque percorrono il corso che hanno intrapreso; quelli che hanno osservato vicino ai monti dell'Armenia la loro grandissima distanza l'hanno misurata (di) duemilacinquecento stadi. Gli stessi, appena hanno iniziato ad attraversare la regione della Media e dei Gordiei, a poco a poco si avvicinano in modo più stretto e quanto più lontano si estendono, lasciano tra loro uno spazio di terra più piccolo. Sono specialmente vicini nella pianura che gli abitanti chiamano Mesopotamia: infatti la circondano nel centro da entrambi i lati. Infine attraverso il territorio Babilonese irrompono nel mar Rosso.

Versione tratta da Curzio Rufo