Quibus cognitis rebus, Pompeius deposito adeundae Syriae consilio pecunia societatis sublata et a quibusdam privatis sumpta, Pelusium pervenit. Ibi casu rex erat Ptolomaeus, puer aetate, magnis copiis cum sorore Cleopătra bellum gerens, quam paucis ante mensibus per suos propinquos atque amicos regno expulerat. Ad eum Pompeius misit, ut pro hospitio atque amicitia patris Alexandrīa reciperetur atque illius opibus in calamitate tegeretur. Sed qui ab eo missi erant, confecto legationis officio, liberius cum militibus regis conloqui coeperunt eosque hortari, ut suum officium Pompeio praestarent neve eius fortunam despicerent. His tum cognitis rebus amici regis, qui propter aetatem eius in procuratione erant regni, sive timore adducti, ut postea praedicabant, sollicitato exercitu regio, ne Pompeius Alexandrīam Aegyptumque occuparet, sive despecta eius fortuna, ut plerumque in calamitate ex amicis inimici exsistunt, iis qui erant ab eo missi, palam liberaliter responderunt eumque ad regem venire iusserunt; ipsi clam consilio inito Achillam, praefectum regium, singulari hominem audacia, et L. Septimium, tribunum militum, ad interficiendum Pompeium miserunt. Ab his liberaliter ipse appellatus et quadam notitia Septimii perductus, quod bello praedonum apud eum ordinem duxerat, naviculam parvulam conscendit cum paucis suis; ibi ab Achilla et Septimio interficitur.

Pompeo saputi questi avvenimenti e abbandonato il proposito di raggiungere la Siria, preso del denaro dagli appaltatori e altro da alcuni privati, giunse a Pelusio. Qui vi era per caso il re Tolomeo, ancora ragazzo, che con truppe imponenti stava combattendo contro la sorella Cleopatra, che pochi mesi prima aveva scacciato dal regno su istigazione di amici e parenti. Pompeo mandò legati a Tolomeo per chiedergli di accoglierlo in Alessandria e proteggerlo nella disgrazia con le sue forze, in nome dell'ospitalità e dell'amicizia (che aveva avuto) con il padre. Ma coloro che erano stati mandati da Pompeo, portato a termine l'incarico, cominciarono a parlare alquanto liberamente con i soldati del re e a esortarli a prestare il loro aiuto a Pompeo e a non abbandonarlo nella sua avversa fortuna. Apprese queste cose, gli amici del re che, a causa della sua età avevano la reggenza del regno, o spinti dalla paura, come poi andavano dicendo, che Pompeo occupasse Alessandria e l'Egitto, o disinteressandosi della sua disgrazia, dato che spesso, nella disgrazia, la maggior parte da amici diventano nemici, a quelli che erano stati da lui inviati risposero benevolmente in maniera palese, e lo invitarono ad andare dal re; (ma) gli stessi, fatta di nascosto una riunione, mandarono Achilia, prefetto regio, uomo di straordinaria audacia, e Lucio Settimio, tribuno dei soldati, ad uccidere Pompeo. Chiamato da questi cortesemente e allettato da una certa conoscenza di Settimio che aveva comandato una centuria sotto di lui nella guerra contro i pirati, salì con pochi dei suoi su una piccola imbarcazione; lì fu ucciso da Achilia e Settimio.