Non sunt in senectute vires. Ne postulantur quidem vires a senectute. Ergo et legibus et institutis vacat aetas nostra muneribus iis, quae non possunt sine viribus sustineri. At multi ita sunt imbecilli senes, ut nullum officii aut omnino vitae munus exsĕqui possint. At id quidem non proprium senectutis vitium est, sed commune valetudĭnis. Resistendum senectuti est eiusque vitia diligentiā compensanda sunt; pugnandum tamquam contra morbum sic contra senectutem, habenda ratio valetudĭnis, utendum exercitationibus modĭcis, tantum cibi et potiōnis adhibendum ut reficiantur vires, non opprimantur. Nec vero corpori solum subveniendum est, menti atque animo multo magis; nam haec quoque extinguuntur senectute. Et corpora quidem exercitationum defatigatione ingravescunt, animi autem se exercendo levantur. Ut petulantia, ut libido magis est adulescentium quam senum, sic ista senilis stultitia quae deliratio appellari solet, senum levium est, non omnium. Ut enim adulescentem in quo est senile aliquid, sic senem in quo est aliquid adulescentis probo; quod qui sequitur, corpore senex esse poterit, animo numquam erit.

Nella vecchiaia non ci sono forze. Nemmeno si pretendono forze dalla vecchiaia. Dunque, sia per leggi che per consuetudini, la nostra età è priva di quei compiti che non si possono sopportare senza le forze. Ma molti vecchi sono così deboli da non poter eseguire nessun compito del dovere o addirittura della vita. Ma questo, in verità, non è un difetto proprio della vecchiaia, ma comune dello stato di salute. Bisogna opporsi alla vecchiaia e compensare i suoi vizi con la diligenza; bisogna combattere contro la vecchiaia così come contro una malattia, bisogna aver cura della salute, awalersi di piccoli esercizi, assumere cibo e bevande tanto che le forze si riprendano, non siano oppresse. Né bisogna soccorrere solo il corpo, ma molto di più la mente e lo spirito; infatti anche queste sono invalidate dalla vecchiaia. E i corpi si indeboliscono per la fatica degli esercizi, mentre gli animi si risollevano esercitandosi. Come l'insolenza, come il piacere è più dei giovani che dei vecchi, così questa demenza senile che è solita essere chiamata delirio, è dei vecchi sconsiderati, non di tutti. Come infatti approvo il giovane in cui ci sia qualcosa di senile, così il vecchio in cui ci sia qualcosa di giovanile; chi mette in pratica questo, potrà anche essere vecchio nel corpo, giammai lo sarà nello spirito.